Gli Stati Generali sul recupero dei rifiuti inerti

Si è da poco conclusa la 12a edizione di "Fare i conti con l'ambiente"; una manifestazione, allestita da Labelab, che da dodici anni organizza nel cuore della città di Ravenna importanti giornate di formazione, confronto, discussione ed approfondimento su diverse tematiche ambientali.
All'interno dell'evento, ANPAR da alcuni anni, è stata coinvolta dagli organizzatori nell'affrontare le tematiche riguardanti il mondo degli aggregati riciclati/artificiali

Visto il particolare e delicato momento che l'intero settore sta attualmente vivendo, dovuto principalmente da una incertezza e stallo normativo, ANPAR ha sentito l'esigenza di organizzare, lo scorso 10 Maggio, "Gli stati generali sul recupero dei rifiuti inerti"; un evento che, con la presenza di 10 Tavoli Tecnici, ha fatto il punto della situazione, evidenziando criticità e prospettive dell'intera filiera del recupero dei rifiuti inerti.
La sessione di lavoro, presieduta dal presidente di ANPAR Paolo Barberi e coordinata dall'Ing. Giorgio Bressi, ha visto lo svolgimento in contemporanea di 8 Tavoli tecnici che hanno poi a fine giornata, relazionato i contenuti del proprio lavoro.
Più di un centinaio di persone, tra operatori di settore, professionisti e stazioni appaltanti hanno partecipato alle sessioni di lavoro dando il loro contributo alle diverse tematiche affrontate; di seguito si riportano i diversi tavoli tecnici e gli argomenti trattati.
TP2 Grandi Opere e TP3 Cam e prodotti conformi
Coordinato dagli architetti Emmanuele Fabbri (Segretario Generale ANPAR) e Paola Altamura (Facoltà di Architettura La Sapienza - Roma) il tavolo tecnico ha principalmente affrontato il tema riguardante i CAM per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la Nuova Costruzione e Manutenzione di Strade. Tra i partecipanti è da sottolineare la presenza di una importante stazione appaltante quale ANAS e quella di enti di ricerca quale ENEA. Una grande disponibilità è stata anche accordata dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambiente de La Sapienza di Roma, che, sebbene non abbia potuto partecipare alla giornata del 10 Maggio, ha manifestato una disponibilità nel fornire un proprio contributo in un secondo momento. Il tema, estremamente vasto e complesso è stato affrontato solamente nelle tematiche ricadenti nelle competenze tecniche dei partecipanti del Tavolo tecnico.
Avendo come punto iniziale di riferimento il Toolkit Europeo sulle strade (SWD(2016) 203 draft, Criteri dell'UE per gli appalti pubblici verdi in materia di progettazione, costruzione e manutenzione stradale) e il Decreto Ministeriale già approvato su CAM Edilizia (DM 11/10/2017), gli argomenti su cui si è incentrata maggiormente la discussione sono stati:
• Definizione dei requisiti dei professionisti con requisiti effettivamente riscontrabili.
• Differenziazione dei Criteri Ambientali in base alla tipologia e alla scala di intervento dell'opera (distinzione non solo tra interventi di Nuova costruzione e quelli di Manutenzione, ma anche tra opere di elevata importanza strategica quali ad esempio autostrade/tangenziali, da quelle riguardanti una sede viaria di minore importanza quali strade comunali/provinciali).
• LCA (Life Cycle Assessment) come metodo indispensabile per la valutazione degli impatti dei grandi progetti infrastrutturali.
• Definizione del contenuto di materia riciclata/recuperata in relazione alla distanza di approvvigionamento.
• Certificazioni Ambientali come metodo necessario per la verifica.
• Proposta di un EPD di settore per i produttori di aggregati riciclati.
• Criterio di durabilità del rilevato stradale.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di elaborare una proposta condivisa da poter poi presentare al Ministero dell'Ambiente sotto forma di Position Paper.

TP4 Statistiche sui rifiuti da C&D e Italia del riciclo
L'obbligo introdotto dalle recenti normative (CAM Edilizia) di utilizzo di aggregati riciclati negli usi legati ha fatto nascere l'esigenza di capire quali siano realmente le quantità di aggregati riciclati/artificiali prodotte e la loro disponibilità sul mercato.
Dato il numero considerevole di aziende di settore associate ad ANPAR (più di un centinaio) il tavolo tecnico coordinato dall'Ing. Giorgio Bressi (Direttore Tecnico di ANPAR) e dall'Arch. Marco Capsoni ha discusso la modalità con cui poter fare un inquadramento del settore che comprenda:
• Le caratteristiche dei rifiuti.
• Quantitativi provenienti dalle micro-demolizioni.
• Quantitativi di rifiuti provenienti dalle macro demolizioni (demolizione selettiva).
• Quantitativo Rifiuti prodotti a valle del trattamento.
• Quantitativi di aggregati riciclati/artificiali prodotti.
• Quantitativi di aggregati riciclati/artificiali prodotti ancora disponibili.
Gli argomenti, racchiusi in una scheda/questionario, sarà inviata a tutti gli associati e, una volta ottenuti ed elaborati i dati, verranno messi a disposizione come contributo per l'Italia del Riciclo.

TT1 End of Waste
Coordinato da Paolo Barberi (Presidente ANPAR) e il Dr. Filippo Grifoni (Delegato ANPAR per la Regione Toscana) il tavolo tecnico, partendo dalla necessità che vi sia uno strumento normativo che vada a regolamentare il settore dei rifiuti inerti, ha affrontato e sintetizzato le problematiche che, quotidianamente, gli operatori di settore incontrano nello svolgimento delle proprie attività ed ha approfondito diverse tematiche tra cui:
• Tema 1 - Codici EER: In linea con i dettami dell'Economia circolare, il tema affronta il problema dei codici EER proponendo di estendere l'applicazione anche ai rifiuti inerti con codici diversi dal 17 purché mantengano le medesime caratteristiche di natura inerte al fine di evitare che quelli provenienti da una attività diversa da quella di C&D non possano non essere più riciclati e debbano per forza finire in discarica.
• Tema 2 - Modalità di accettazione dei rifiuti: il prelievo dei campioni e la loro poca rappresentatività nonché la caratterizzazione delle piccole quantità.
• Tema 3 - Caratterizzazione dei prodotti: come per il punto precedente è stato discusso il problema del prelievo e della poca rappresentatività dei campioni; il problema del test di cessione e del suo rimando ad una normativa oramai obsoleta di 20 anni fa.
• Tema 4 - Tracciabilità dei lotti di produzione: le difficoltà operative nel garantire - per motivi logistici- una tracciabilità dei lotti di produzione così come è attualmente prescritto.
• Tema 5 - Garanzie sulla qualità ambientale per le specifiche destinazioni d'uso: l'importanza di determinare le condizioni di EoW dei prodotti da immettere sul mercato mantenendo l'impostazione delle norme Europee Armonizzate sugli aggregati - emanate per diverse tipologie di uso.
A monte del lavoro svolto, verrà redatto un Position Paper che andrà ad integrare quello già precedentemente pubblicato.

TT2 IBA e Aggregati Artificiali
I materiali prodotti dagli impianti di recupero dei rifiuti inerti sono denominati sulla base delle definizioni delle norme tecniche CEN "Aggregati".
Essi a loro volta si distinguono in "Aggregati riciclati" e "Aggregati Artificiali" a seconda della tipologia di rifiuto che ha dato loro origine. Gli aggregati artificiali sono aggregati di origine minerale derivante da un processo industriale che implica una modificazione termica o di altro tipo.
Il tavolo tecnico coordinato dall'Ing. Mario Sunseri (Delegato ANPAR per la Regione Emilia Romagna) e l'Ing. Stefano Micco (Delegato ANPAR per la Regione Lombardia) ha visto la partecipazioni di importanti operatori di settore ed ha affrontato una profonda analisi del comparto del trattamento delle IBA e della Produzione di aggregati riciclati al fine di elaborare una serie di proposte atte a superare le criticità riscontrate dagli operatori.
Le principali tematiche affrontate hanno riguardato:
• Tema 1 - Codici EER: necessità di costruire un elenco completo dei codici attinenti al settore del recupero dei rifiuti inerti al fine di ottenere aggregati artificiali.
• Tema 2 - End Of Waste: come per gli aggregati riciclati, il settore necessita quanto prima di decreto di EoW che fissi le regole per la cessazione della qualifica di rifiuti. In questa sezione sono state avanzate delle proposte da poter poi sottoporre agli organi competenti.
• Tema 3 - Criticità rilevate dai gestori degli impianti: riferito soprattutto al pregiudizio che spesso si contrappone all'utilizzo di questa tipologia di prodotti e all'importanza di formare professionisti e tecnici delle stazioni appaltanti sul loro impiego.
• Tema 4 - Criteri LPL: importanza dei criteri CLP per test sperimentali condotti considerando l'utilizzo specifico e lo stato fisico in cui il prodotto verrà utilizzato.
• Tema 5 - Valutazione dell'impatto sulla salute dell'uomo e sull'ambiente dei prodotti riciclati: inadeguatezza delle attuali normative cogenti (DM 5 Febbraio 1998) e proposta di condurre dei saggi di ecotossicità, così come previsto dal Regolamento 1272/2008 CLP, ritenuti, questi ultimi, più opportuni e rappresentativi.


TT3 Impieghi legati di aggregati riciclati
Al momento attuale, numerosi sono i fattori che tendono a far pensare ad un futuro positivo per l'impiego degli aggregati riciclati e artificiali nei calcestruzzi.
Il quadro normativo legato all'economia circolare da una parte, (in particolare il Codice degli Appalti e l'obbligo di applicare i Criteri Minimi Ambientali) e dall'altra, l'articolato quadro della normativa tecnica del settore, hanno aperto la strada ad un massiccio impiego degli aggregati riciclati e artificiali. Tutto ciò dovrebbe dare un fortissimo impulso alla produzione e all'uso di materiali alternativi ai naturali nel confezionamento del calcestruzzo. ANPAR, con la pubblicazione delle "Linee guida per il confezionamento del calcestruzzo con aggregati riciclati o artificiali", redatte in collaborazione con ATECAP si è impegnata in modo fattivo a favorire l'impiego degli aggregati riciclati e industriali nelle miscele legate; il mancato utilizzo di questi aggregati (o la difficoltà nel farlo) non può essere addotto alla mancanza di conoscenza sul processo di lavorazione o di impiego nelle miscele di calcestruzzo o di misti cementati.
Il tavolo tecnico coordinato dal Geol. Pasquale Zambito (Cavetest) ha fatto il punto sullo stato di fatto in riferimento alle varie norme UNI di settore.
Inoltre ha posto l'attenzione sulla mancanza, nei CAM, di un criterio premiante che valorizzi gli aggregati artificiali i quali, come i loro "cugini" aggregati riciclati, sono prodotti derivanti da un processo che gli ha sottratti dal ciclo dei rifiuti.
In ultimo, sono state affrontate le difficoltà operative riscontrate nel produrre aggregati da riciclo da marcare CE ai sensi della norma UNI 12620.

TT4 Materiali da scavo
Il Tavolo tecnico coordinato dall'Avv. Andrea Martelli (Studio Chilosi Martelli), partendo dal quadro normativo, ha messo in luce gli attuali aspetti sempre più instabili, lacunosi e fonti di incertezze; effetti per lo più generati da circolari ministeriali che, anziché sciogliere i dubbi interpretativi e fornire indicazioni operative, introducono nuovi adempimenti e da una giurisprudenza che, pronunciandosi su casi specifici, produce l'effetto di paralizzare un intero sistema (si veda quanto accaduto con la nota sentenza del 2018 del Consiglio di Stato in tema di End of Waste "caso per caso").
È' in questo contesto, indubbiamente critico, che si collocano le problematiche peculiari degli impianti di riciclaggio dei rifiuti inerti delle imprese associate ANPAR; una fra tutte: quella del trattamento presso questi impianti anche di terre e rocce da scavo (codice EER 170504) o di materiali di riporto.
Nel tavolo tecnico è stato fatto un confronto fra le autorizzazioni rilasciate da diverse autorità competenti dislocate in varie zone del Paese, ed è emerso un panorama quanto mai frammentato e disorganico, derivante soprattutto da una mancanza di una chiara disciplina di riferimento.
Infatti sebbene la rubrica dell'art. 8 del decreto "Sblocca Italia" (DL 133/2014) abbia espressamente previsto l'adozione di una specifica disciplina sulla cessazione della qualifica di rifiuto ("End of Waste") delle terre e rocce da scavo che non soddisfano i requisiti per la qualifica di "sottoprodotto", nulla a riguardo è stato stabilito dal relativo Regolamento di attuazione (DPR 120/2017).
Questa situazione ha generato molteplici dubbi interpretativi e differenze operative sia rispetto alle caratteristiche che tali materiali devono possedere affinché gli impianti possano essere autorizzati a riceverli, sia rispetto agli obiettivi da raggiungere attraverso le operazioni di trattamento per poter ottenere un End of Waste, con evidenti ricadute anche sotto il profilo dei possibili rischi sanzionatori.
Il tavolo tecnico quindi ha rappresentato un importante momento di confronto con operatori economici, consulenti tecnici e funzionari pubblici finalizzato a trovare delle soluzioni più appropriate (in termini tecnici, economici, giuridici) per la gestione delle terre e rocce da scavo presso gli impianti di recupero.
Un altro tema affrontato è stato quello del Backfilling (riempimento), uno dei temi che più hanno animato il dibattito durante le direttive dell'Unione Europea ed inserito nel cosiddetto "pacchetto dell'Economia Circolare".
Allo stato attuale, molti sono ancora i punti non chiari ad esempio: quali tipi di rifiuti verranno ritenuti idonei per il backfilling? Con quali criteri ambientali? Con quali test? Con quale riferimento alle norme tecniche di settore?
Tutti interrogativi che sono stati spunti di riflessioni ed osservazioni da parte dei partecipanti al tavolo, con lo scopo di individuare possibili iniziative per sensibilizzare il legislatore e le autorità competenti alla necessità di avere un approccio cauto alla pratica del backfilling se non utilizzando materiali di elevata qualità come gli aggregati riciclati e artificiali. Altre tematiche sono state affrontate come ad esempio: l'utilizzo delle terre come sottoprodotto (che non è sempre vantaggioso), oppure le difficoltà incontrate dagli operatori del settore nel rilascio e/o rinnovi delle autorizzazioni o nei contenuti delle autorizzazioni stesse, in un tavolo tecnico che, visto la presenza di numerosi partecipanti, ha dato segno dell'attualità e dell'importanza degli argomenti trattati.

TT5 Prezzari e Capitolati
Coordinato dall'Ing. Fabio de Pascalis (Delegato ANPAR Regione Puglia) il tavolo tecnico ha riguardato il tema della necessità che vengano introdotti nei prezzari regionali e nei prezzari delle principali Stazioni Appaltanti nazionali, delle voci di prezzo relative agli aggregati riciclati; sia in forma legata che in forma non legata, uniformandone la descrizione, adeguandola agli obblighi normativi ed alle norme tecniche di settore.
Un percorso già intrapreso da molte Regioni Italiane ma non da tutte e che deve (e necessita) pertanto essere ancora concluso.
Un altro tema dibattuto è stato quello di definire un Capitolato "tipo" riferito all'utilizzo di aggregati riciclati non legati, completo con schede tipo di prodotto ed eventuale analisi dei prezzi, al fine di proporlo quale aggiornamento, ad Enti Pubblici ed alle principali Stazioni Appaltanti.

TT6 Marchio di Qualità per aggregati riciclati e artificiali
La materia ambientale è in continuo aggiornamento; gli impianti di recupero che operano in conformità ad autorizzazioni ordinarie o semplificate, qualificano i loro prodotti in base agli obblighi normativi che non sempre si interfacciano con le richieste del mercato.
La sempre più specifica richiesta da parte di Progettisti, Direttori dei Lavori e Imprese di Costruzione, in fase di progettazione, di un corretto utilizzo e approvvigionamento dei prodotti da costruzione e delle relative garanzie sugli stessi, ha determinato la necessità di avere a disposizione degli strumenti di qualifica sempre più efficaci.
Il Tavolo Tecnico coordinato dall'Ing. Massimo de Vincentiis (Delegato ANPAR Regione Abruzzo-Molise) ha visto la partecipazione di aziende (che gestiscono attività di recupero rifiuti), di imprese di costruzione (che acquistano e mettono in opera prodotti da Costruzione) e di professionisti (che prescrivono, verificano e controllano i prodotti da costruzione utilizzati in cantiere nelle qualifiche di Progettisti, Direttori dei Lavori, Collaudatori).
Nell'ambito del confronto i partecipanti hanno affrontato diverse tematiche ponendosi come obiettivo la definizione di un Position Paper volto a:
• Creare chiarezza sulla legislazione e sulla normativa applicabile nell'ambito dell'utilizzo dei prodotti da costruzione provenienti da attività di recupero rifiuti;
• Supportare i fabbricanti in tutti gli adempimenti che l'articolata normativa italiana pone alle imprese del settore;
• Definire in quali casi e in che modo è necessario qualificare un prodotto da costruzione;
• Introdurre un nuovo strumento (marchio di qualità ANPAR) che coniughi le istanze di conformità con le richieste di idoneità;
• Definire le modalità di verifica e controllo dei documenti di qualifica;
• Definire le modalità di dichiarazione delle caratteristiche ambientali dei prodotti;
• Definire le modalità di verifica e controllo delle caratteristiche ambientali dei prodotti;
• Rendere valido il marchio di qualità ANPAR per gli operatori del settore attraverso la definizione di un disciplinare condiviso;
• Definire le modalità di gestione del marchio di qualità ANPAR;
• Promuovere l'utilizzo del marchio di qualità ANPAR tra le stazioni appaltanti e i professionisti.
Un importante argomento ha riguardato poi la possibilità di creare un marchio di qualità di settore che possa coniugare una molteplicità di aspetti quali ad esempio marcatura CE, dichiarazioni ambientali e certificazioni di qualità aziendali, nell'ottica di individuarne anche l'idoneità alle specifiche tecniche previste per ogni singolo utilizzo e che possa portare alla predisposizione di un fascicolo tecnico che racchiuda tutte queste informazioni.
In conclusione, la giornata del 10 Maggio 2019, tenutasi a Ravenna in occasione di "Fare i conti con L'ambiente", è stata una importantissima occasione di confronto che ha visto imprese, professionisti, pubblica amministrazioni, stazioni appaltanti, sedersi allo stesso tavolo e lavorare insieme per affrontare e trovare una possibile soluzione a diverse tematiche ancora irrisolte, da poter proporre poi alle istituzioni.
Tematiche cruciali e strategiche, per un settore, quello del recupero dei rifiuti inerti, che rappresenta in Italia, i quantitativi maggiori di rifiuti riciclati, i quantitativi maggiori di prodotti riciclati (ideali per essere usati nella tanto decantata Economia Circolare) ancora in attesa di una nuova normativa che sia al passo con i tempi.

 

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