Partner di sostenibilità

COMETFER, azienda veneziana leader nella fornitura di servizi di stoccaggio, riciclaggio e recupero di materiali ferrosi, rottami metallici e sfridi derivanti da attività industriali, ha scelto di svincolarsi dai tradizionali metodi di approvvigionamento energetico e ha trovato in Zato il partner perfetto per arrivare ad una triturazione dei metalli completamente green

Dalle parole ai fatti. Sostenibilità, green, carbon neutral e carbon free sono tutte parole, e concetti, ormai entrati nel lessico non solo comune, ma oserei dire quotidiano: riempiono le Agende dei Governi e condizionano, volenti o nolenti le nostre scelte, anche le più piccole e banali. Ma quando si tratta di una realtà come COMETFER non vi è nulla di piccolo e banale.

COMETFER Spa nasce negli anni '80 quando Roberto Guardafigo, seguendo lo spunto del padre, decide di operare nel settore del ritiro e recupero dei rottami ferrosi. Nel corso degli anni tale attività si espande al punto da portare COMETFER ad essere oggi un'azienda leader, fra le prime in Italia sia per volumi che per fatturato. Punto di riferimento del Nord-Est Italia, COMETFER è abituale fornitore dei principali gruppi siderurgici e metallurgici italiani ed europei, contribuisce al loro costante e regolare approvvigionamento e collabora con oltre 500 aziende, officine ed altre realtà industriali, gestendo circa 500.000 tonnellate annue di rifiuti e scarti metallici ferrosi e non ferrosi derivanti da varie attività di produzione.

Trattare un simile volume di materiale non è affar semplice e impiegare attrezzature e strumenti all'avanguardia diventa non solo una necessità, ma un plus che l'azienda stessa può offrire ai propri clienti. Il Blue Devil Zato, arrivato quattro anni fa nella sede COMETFER di San Stino di Livenza (VE), è stato integrato con estrema facilità nel processo produttivo, anzi è divenuto una soluzione a zero impatto sull'ambiente, dal momento che COMETFER ha scelto di svincolarsi dai tradizionali metodi di approvvigionamento energetico.

Come ci spiega Francesco Costa, Responsabile gestionale amministrativo COMETFER: "nello specifico i nostri clienti sono acciaierie e fonderie, consegniamo direttamente a loro, previo ovviamente trattamento e recupero, gli scarti metallici, i residui delle lavorazioni che vengono dalle fabbriche, dalle officine meccaniche, dalle stamperie metalliche, oltre che materiale proveniente da piccoli e medi commercianti di materiale ferroso e non, ma anche materiale proveniente da demolizioni, alle quali partecipiamo direttamente o indirettamente acquistando da chi demolisce. Il nostro bacino di utenza - prosegue - è in prevalenza il Triveneto, oltre che Emilia Romagna e Lombardia. Logicamente, più ci allontaniamo più il servizio puntuale e quotidiano trova dei limiti di efficienza, pertanto collaboriamo con altri commercianti che provengono da tutto il territorio nazionale, dalla Sicilia al Piemonte; altresì acquistiamo da fornitori e commercianti esteri dall'area dei Balcani e dal Centro Europa, nello specifico Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia, ma anche da Medio Oriente e Nord Africa che, grazie al Mediterraneo, spediscono il materiale via mare tramite container. Per la nostra attività - specifica sempre Costa - possiamo contare su un ampio parco macchine con attrezzature fisse e mobili, recentemente implementato con una cesoia rotativa Blue Devil di Zato, già nostro fornitore storico di cesoie da demolizione, che noi abbiamo destinato al trattamento dell'acciaio inox e in parte al rottame di ferro".

Ben sappiamo che il Blue Devil riesce a processare il rottame in modo tale da conformarne la pezzatura ed aumentarne la densità, ma la particolarità del Blue Devil installato in COMETFER è che potremmo definirlo carbon free o a impatto zero sull'ambiente, dal momento che l'energia elettrica che lo alimenta è energia verde, derivante da pannelli fotovoltaici, tanti pannelli fotovoltaici.

Come ci illustra ancora Costa: "Una dozzina di anni fa abbiamo installato il nostro primo impianto fotovoltaico da 200 kWh, poi, visto lo scenario energetico che si andava profilando, abbiamo deciso di investire aggiungendo altri 900 kWh. Il nostro recente impianto oggi copre una superficie di 4.800 mq, si tratta di 2100 pannelli più 12 inverter per un costo di investimento che ha superato il milione di euro comprendendo le opere di adeguamento della copertura del capannone. Con l'installazione dell'impianto abbiamo rivisto il nostro sistema elettrico: dalla cabina di trasformazione, ai sistemi ausiliari fino agli allacciamenti. Inoltre abbiamo predisposto una sottocabina per il fotovoltaico con un trasformatore che andasse ad alimentare il Blue Devil, il quale ha un consumo medio di soli 300 kWh. Considerando l'impatto energetico dei consumi, che mediamente si attestano intorno ai 550 kWh con picchi di 650 kWh, abbiamo deciso di alimentare con il fotovoltaico la cesoia utilizzata per acciaio al carbonio, la cesoia per l'alluminio, l'impianto di selezione alluminio e il Blue Devil. Tutte le nostre macchine fisse sono alimentate elettricamente e inoltre stiamo valutando l'acquisto di caricatori elettrici. Fin da quando abbiamo installato il primo impianto fotovoltaico da 200 kWh nel 2010 abbiamo pensato che autoprodurre energia fosse la scelta giusta, coerente anche con la nostra politica aziendale; ovviamente allora non eravamo autosufficienti, oggi lo siamo e anzi cediamo il surplus di energia in rete. Non solo, ci stiamo interessando al tema delle Comunità Energetiche, cercando di comprendere con l'attuale fornitore come poter effettuare uno scambio per destinare al territorio l'energia in uscita. Crediamo davvero - sottolinea Costa - che sfruttare il più possibile l'energia proveniente da fonti rinnovabili ed essere autonomi da questo punto di vista possa fare la differenza nel campo dell'efficienza aziendale e della sostenibilità; a tal proposito ci siamo già attivati per valutare le modalità di installazione di un nuovo impianto fotovoltaico anche nell'altro nostro sito, a San Giorgio di Nogaro (UD). Sul tema dell'acciaio green - prosegue Costa - la siderurgia è ormai avviata in un percorso per applicare qualsiasi modalità utile a ridurre ogni impatto ambientale.

Al di là del fatto che l'Italia sia già un passo avanti rispetto agli altri partners europei, producendo acciaio per oltre l'85% da forno elettrico, ossia con l'utilizzo di rottami ferrosi quindi utilizzando il minerale solo in Acciaierie d'Italia a Taranto, comunque in corso di adeguamento, tutta la filiera si sta adeguando ad un orientamento più sostenibile. Già da anni il processo avviato sta andando nella direzione della migliore valorizzazione del prodotto e pertanto, anche della ricerca del rottame più selezionato. La qualità comincia ad essere premiata e se poi il materiale è prodotto con energia rinnovabile la chiusura del cerchio potrebbe essere davvero completa. I macchinari che utilizziamo, diversi a seconda del materiale, non servono più solo a ridurre dal punto di vista volumetrico il rottame per una migliore efficienza logistica e di trasporto, ma diventano utili altresì per una migliore selezione sia in impianto sia a destino in acciaieria. Soprattutto con le nuove tecnologie vi è una più attenta verifica della qualità e di conseguenza una migliore valorizzazione del rottame su diversi aspetti considerando che più è ridotta la pezzatura del rottame, più si riesce a dare un prodotto in grado di essere selezionato in maniera migliore. Ecco che il Blue Devil, processando alcune tipologie di materiale in pezzature particolarmente ridotte e garantendo produzioni nell'ordine delle 25 tonnellate/ora, si inserisce in maniera ottimale nei processi aziendali.

In sintesi, minore è la pezzatura maggiore è la possibilità di caricare correttamente i camion che trasportano rottame, con il conseguente minor numero di camion su strada, quindi minori emissioni inquinanti. Di conseguenza una maggiore selezione del rottame in acciaieria porta a una migliore fusione e quindi a minori emissioni. Ecco perchè possiamo parlare di acciaio green prodotto da rottame altrettanto green. Rendere tutta la filiera il più verde possibile è uno dei nostri impegni, proprio perché riteniamo che sia uno dei fondamenti principali di una strategia economica di successo. Per questo ci impegniamo in un continuo miglioramento delle performances, monitorando e minimizzando, ove tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile, ogni eventuale ripercussione delle nostre attività sull'ambiente e sul territorio. E con i partners giusti tutto diventa più facile.

 


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