Armofer demolisce Expo

In forze, lavorando per alcuni periodi 7 giorni su 7, Armofer affronta la demolizione contemporanea di 7 grossi padiglioni per altrettanti committenti, gestendo una flotta imponente in cantiere (oltre 10 escavatori cingolati da demolizione) e organizzando direttamente e con risorse tutte interne (con oltre 10 camion in campo) un piano coordinato di gestione dei rifiuti e dei materiali di risulta

Sono ormai quasi giunti al termine dei lavori gli interventi di Armofer presso il sito Expo. Armofer ha messo in campo, oltre a un’imponente flotta di mezzi e tecnologie (come in seguito illustrato) tutta la propria proattività, flessibilità e professionalità per coordinare un cantiere complesso sotto tanti punti di vista. Insomma una nuova sfida per l’azienda pavese, portata avanti con grande impegno e, si può affermare oggi, vinta, in quanto i lavori sono quasi ovunque terminati o molto prossimi alla chiusura e riconsegna del lotto.
Giappone, Iran, Thailandia, Corea, Kuwait, Brasile e Francia hanno affidato i lavori di smantellamento, demolizione e recupero dei materiali all’azienda pavese leader nel settore delle demolizioni. I 7 lotti di intervento in capo ad Armofer sono tutti padiglioni fra i maggiori presenti all’esposizione, i cosiddetti Self-Build Exhibition Spaces, ovvero le strutture maggiori per dimensione lotti e consistenza dei manufatti, costruite dai rispettivi Paesi partecipanti, i quali si sono assunti pure l’onere di smantellarli, decostruirli con l’obiettivo del maggior recupero possibile di materiali, attrezzature, strutture e seguendo rigorosamente le linee guida Expo.

Complessità e vantaggi per l’intervento in Expo
Fra le più evidenti complessità che l’intervento in Expo ha riservato è stata la contemporaneità di azione in 5 dei 7 lotti e l’apertura degli ultimi 2 quando i lavori nei precedenti non erano ancora terminati. Il tutto con esigenze di cronoprogramma molto vincolanti e ogni volta stringenti: in altre parole poco tempo per restituire i lotti terminati. Questo fatto è dovuto alla presenza di molti diversi Committenti. Ogni padiglione infatti è stato un mondo a sé, ha rappresentato una realtà a sé durante i 6 mesi di apertura al pubblico e lo stesso vale per i giorni che hanno visto i padiglioni dei vari Paesi trasformarsi in altrettanti cantieri di demolizione: Committenti diversi, strutture molto differenti, esigenze contingenti specifiche per ogni sub-cantiere. Dall’altra parte ci sono stati anche dei vantaggi nell’avere diversi cantieri tutti vicini, tutti all’interno dello stesso sito, lungo il Decumano.
Evidenti le economie per la gestione delle flotte di mezzi e delle risorse in generale, comprese le squadre di intervento, il personale direttivo di cantiere, gli automezzi per il servizio di gestione ambientale e smaltimento materiali di risulta.
La capacità di intervento di Armofer, espressa come servizio professionale “chiavi in  mano” è emersa, esprimendo tutta la sua potenzialità proprio presso il sito Expo.
Armofer ha infatti affrontato questa serie di interventi impostando una gestione coordinata dei lavori e delle operazioni di recupero prima, di demolizione delle strutture poi e di smaltimento dei materiali durante l’intero svolgimento dei lavori.

Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 34 del n. 2/2016 di Recycling...continua a leggere

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