Demolizione e riqualificazione delle Vele di Scampia a Napoli

Un progetto firmato da Servizi Integrati e 3TI Progetti


Il raggruppamento costituito dalla Servizi Integrati Srl (mandataria) e dalla 3TI Progetti Italia Spa (mandante) è risultato aggiudicatario nella procedura pubblica della progettazione esecutiva, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, della direzione lavori per l'abbattimento delle Vele A, C e D e per la riqualificazione della Vela B situate nella zona di Scampia.
In questi ultimi anni l'Amministrazione locale ha portato avanti una serie di azioni nelle periferie che si sono concretate nella dotazione di nuove attrezzature a scala urbana e di quartiere, di cui alcune già realizzate e altre in corso di attuazione, sottolineando non solo la volontà di riproporre un'ipotesi urbana e abitativa più misurata e sostenibile, quanto, soprattutto, una significativa inversione di tendenza.
Il programma di interventi sulla periferia nord cittadina rappresenta un segnale di possibile riscatto del territorio indirizzato verso un concreto e significativo innalzamento della qualità della vita e della condizione abitativa per questi luoghi.
E ciò grazie al proficuo impegno dell'Assessore all'Urbanistica prof. Carmine Piscopo e del Direttore del Servizio Pianificazione e Gestione del Territorio arch. Massimo Santoro. E così, dopo venti anni dalla demolizione della prima vela, avvenuta nel 1997, il Comune di Napoli ha voluto imprimere una svolta decisiva per la riqualificazione del degradato quartiere di Scampia, attraverso il "Programma Straordinario del Governo per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia".
Erano in tutto sette le strutture realizzate a partire dal 1968 per ospitare circa 1.200 famiglie e sin dall'inizio della loro realizzazione emersero gravi carenze, dando luogo a contenitori abnormi e alienanti totalmente privi delle pertinenze connesse alle abitazioni (negozi, servizi per la persona, etc), sfociando in un'area urbana caratterizzata da situazioni di forte marginalità economica e sociale e da consistenti fenomeni di degrado edilizio.
Allo stato il RTI ha già portato a termine la progettazione esecutiva e a breve verrà indetta la gara per l'affidamento dei lavori.
La demolizione delle Vele per gli abitanti di Scampia costituisce l'occasione per "abbattere" contestualmente i pregiudizi consolidati di fulcro di delinquenza minorile e non, diffusi dai media intorno a questi insediamenti, in realtà caratterizzati da una uniforme e drammatica condizione di povertà e diffusissima disoccupazione, cui si contrappone l'accentuata voglia di riscatto e cambiamento delle fasce giovanili, per niente rassegnate a una vita di emarginazione e cronica precarietà, com'è nel naturale entusiasmo adolescenziale.
Tre Vele sono state demolite tra il 1997 e il 2003 e al loro posto sta sorgendo, seppure a singhiozzo, il polo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Federico II, insediamenti per la produzione di beni e servizi, strutture commerciali, culturali, per il tempo libero, spettacolo e nuova edilizia residenziale sociale dove trasferire gli abitanti degli edifici già demoliti e da demolire.
Ora, con il programma "Restart Scampia", il Comune di Napoli intende ridisegnare la sua area marginale più complicata al fine di segnare una nuova fase di riscatto per un quartiere difficile e che comunque da tempo dà segni di rinascita.

Il progetto di Servizi Integrati e di 3TI Progetti, che prevede l'abbattimento dei tre edifici residenziali e la riqualificazione della quarta Vela - da destinare temporaneamente ad alloggi, per poi diventare sede di funzioni pubbliche - rappresenta un tassello di un progetto più ampio che ha come obiettivo la riqualificazione dell'intero territorio periferico di Scampia.


Le vele "A", "C" E "D"

La vela "A", anche detta "Vela Verde", la struttura più piccola delle quattro presenti nel lotto (ca 49.600 mc) è localizzata sul fronte ovest dell'area e si sviluppa in verticale con un impianto a "Torre" su 16 livelli fuori terra. Presenta in pianta una forma ad "H", con parte centrale di collegamento tra i quattro blocchi longitudinali disposti su due allineamenti paralleli.
La parte centrale di collegamento tra i quattro blocchi è impegnata dal corpo scala che, strutturalmente, è definito da un telaio spaziale impostato su otto pilastri e su una corona di travi di chiusura. I due allineamenti paralleli lasciano libera un'intercapedine, che costituisce quasi una sorta di cortile aperto. Il collegamento tra i corpi paralleli è assicurato da passerelle in calcestruzzo sostenute da una struttura metallica, ogni due interpiani, a quota intermedia rispetto a quella dell'ingresso degli alloggi.
La vela "C", anche detta "Vela Gialla", è la terza struttura partendo dal lato Ovest ed è localizzata tra la vela "A" e la vela "D" rossa (ca 101.100 mc). Può essere considerata come costituita da cinque corpi assemblati tra loro.
Detta anche detta "Vela Rossa", la vela "D" è l'ultima della 4 strutture presenti nell'area. Formata da quattro bracci paralleli per un volume complessivo dei corpi di ca 101.350 mc.
Ciascuno dei quattro blocchi di ogni vela è costituito per i primi due livelli da strutture intelaiate in cemento armato destinate a piani cantinati o di servizio mentre i piani superiori, organizzati ad alloggi, presentano un sistema modulare di cellule in cemento armato con struttura portante a «tunnel».


Il progetto di demolizione
L'abbattimento dei fabbricati verrà effettuato utilizzando la tecnica della demolizione meccanica top-down mediante escavatori cingolati allestiti con pinza oleodinamica dotati di braccio HRD high reachdemolition. Le demolizioni riguarderanno tutte le strutture in elevazione delle Vele A, C e D fino all'estradosso della pavimentazione controterra del livello più basso. Sono quindi escluse dalla demolizione la pavimentazione controterra e le opere di fondazione di ogni fabbricato.
Le operazioni di demolizione seguiranno un ordine ben preciso e saranno eseguite con tecniche e accorgimenti in grado di assicurare la salvaguardia e la sicurezza degli operatori e degli operai.
Le aree libere di sedime degli edifici abbattuti sono poi oggetto di un importante intervento di sistemazione a verde attrezzato con spazi sportivi e per il tempo libero, incentrato su caratteri di maggiore permanenza e funzionalità al contorno della Vela "B", la cui organizzazione potrà essere anche confermata con la riconversione terziaria dell'edificio, lasciando maggiore provvisorietà e flessibilità alle restanti superfici libere del lotto, la cui effettiva riqualificazione sarà oggetto di Concorso Internazionale di idee con affidamento della progettazione al vincitore, che la P.A. intende bandire a breve.


La riqualificazione della Vela "B"

L'intervento di recupero e riqualificazione della Vela "B" - "Vela Azzurra" - si incentra in un insieme di opere tese a eliminare il profondo degrado delle componenti edilizie, mediante soluzioni tecniche e funzionali che possano migliorare non solo la qualità dell'organismo edilizio che contiene le unità abitative, ma anche il comfort ambientale e abitativo dei residenti, coinvolgendo, in questo processo, anche le aree circostanti.
I principali aspetti sviluppati nel Progetto Esecutivo della Vela "B" riguardano:
- Sistema distributivo delle passerelle;
- Organizzazione interna delle cellule;
- Bonifica e risanamento dell'involucro edilizio;
- Dotazione di nuove finiture durevoli e funzionali;
- Funzionalità e vivibilità degli spazi comuni;
- Accessibilità e comfort ambientale dell'organismo edilizio;
- Flessibilità delle soluzioni impiantistiche aperte verso future riconversioni dell'edificio.
Per quanto riguarda il Sistema distributivo delle passerelle, oggi realizzate con una struttura portante metallica a cavalletto sulla quale si imposta una "C" prefabbricata in cemento di calpestio e parapetti ciechi alti 1,30 mt, il progetto prevede il recupero e sanificazione della struttura metallica, sostituendo il calpestio con una soletta leggera ed i parapetti pieni con una balaustra in piantoni e pannelli di rete metallica, di minore altezza - 1,10 mt - dotata di corrimano a norma ad h = 0,95 mt, di supporto a persone anziane o con difficoltà deambulatoriali. Questa soluzione ha il vantaggio di garantire maggiore sicurezza e comfort ai camminamenti, rendendoli però più leggeri e trasparenti e migliorando, in tal modo, le condizioni di areazione e illuminazione naturale dello spazio interno ai bracci dell'edificio.
Le nuove scalette di accesso agli alloggi si innestano sulla nuova passerella proseguendone i caratteri leggeri e trasparenti nei parapetti laterali, che continuano anche nella balaustra dei balconcini interni delle cucine e ingressi alle unità.
In relazione alla Organizzazione interna delle cellule, per quanto la peculiare tipologia costruttiva d'impianto dell'edificio risulti particolarmente rigida, il progetto ha messo a punto piccoli accorgimenti che migliorano l'organizzazione interna delle abitazioni. Dai sopralluoghi e dai rilievi eseguiti infatti, è emerso che nella gran parte delle cellule rilevate era stato eliminato il divisorio tra cucina e soggiorno, dando luogo a un unico ambiente, più arioso e luminoso, visto che la originaria cucina chiusa si affacciava verso lo spazio interno tra i bracci dell'edificio buio e angusto. Il progetto ha quindi recepito questa istanza confermata dagli stessi abitanti, eliminando la porta della originaria cucina chiusa e lasciando l'ampio vano di accesso largo 1 mt al grande ambiente unico a giorno. È stato inoltre previsto l'ampliamento dei vani di accesso alle camere e ai servizi, in precedenza assai angusti - 60~65 cm - portandoli rispettivamente ad 80 cm per i servizi e 85 cm per le camere. L'ampliamento dei varchi delle porte ha comportato anche un leggero spostamento delle stesse, in modo da creare un adeguato alloggio per i fan-coil del nuovo impianto di trattamento aria.
Sul balconcino esterno è stata creata, in adiacenza del nuovo elemento divisorio tra le unità, uno spazio tecnico che ospita l'unità esterna con idoneo macchinario per il trattamento dell'aria e per la produzione di acqua calda sanitaria.
Ancora, le controfodere nei servizi igienici atte a contenere i passaggi impiantistici suborizzontali verso il cavedio principale, precedentemente a tutt'altezza e che riducevano notevolmente la dimensione dell'ambiente, sono state progettate fermandole all'altezza di un metro alle spalle dei pezzi igienici, recuperando superiormente spazio e profondità, oltre che un funzionale piano d'appoggio, sempre utile in un bagno di una casa.
Gli interventi di bonifica e risanamento dell'involucro edilizio coinvolgono, oltre la sanificazione delle strutture in c.a., anche un miglioramento dell'isolamento dei pannelli perimetrali alle cellule, che avviene con l'apposizione sulla faccia interna di una fodera in lastre di gesso rivestito accoppiate con isolante in polistirolo espanso sinterizzato. A questo si abbina, oltre a un generale isolamento e coibentazione dei terrazzi di copertura degradanti, anche la migliore tenuta termica garantita dai nuovi infissi in alluminio e vetrocamera.
In aggiunta a tali accorgimenti, il progetto prevede la completa sostituzione e/o rinnovamento di tutte le finiture interne degli appartamenti: pavimentazioni, rivestimenti, porte interne e portoncino d'ingresso, oltre attintatura di pareti e soffitti, previo sottostante camicia di stucco.
Nell'ambito di un innalzamento generalizzato della qualità di vita nell'intero organismo edilizio, assume importanza fondamentale la rifunzionalizzazione e riqualificazione dei grandi spazi comuni dei livelli porticati e cantinole del fabbricato, elementi definiti dalla critica come "volumi inutili". Il progetto ha cercato di dare dignità e soprattutto funzionalità a questi spazi. Ai livelli porticato di ciascun braccio, l'attuale balaustra metallica che protegge verso il vuoto centrale di affaccio al piano sottostante viene sostituita da un più sicuro e funzionale parapetto in blocchi di calcestruzzo, così da rendere uniforme la perimetrazione di sicurezza al piano su tutti i lati. Questo nuovo parapetto viene rifinito superiormente e verso il vuoto con un elemento in lamiera pressopiegata e verniciata che funge sia da corrimano, per la parte superiore, che da mascheratura e protezione delle principali tubazioni/canalizzazioni impiantistiche che si dipartono dal livello sottostante, andandosi poi a distribuire, all'intradosso del solaio, nei molteplici cavedi che salgono verticalmente, servendo tutti i piani delle sovrastanti unità abitative.
Al livello cantinole viene ripristinata l'originaria suddivisione delle stesse in numero di ca 250, pari alle abitazioni, così da garantire a ogni appartamento un ulteriore spazio di pertinenza. Allo stesso livello, vengono posizionati tutti gli spazi tecnici comuni necessari alle dotazioni impiantistiche del fabbricato: la centrale antincendio, la cabina Enel, i locali contatori, etc...
Sia i livelli porticati che cantinole vengono ristrutturati in tutte le parti sconnesse e/o deteriorate, completamente ripavimentati con piastrelle di grès o pavimentazione bituminosa, riattintati e dotati di adeguato impianto d'illuminazione, così da essere valorizzati come spazi comuni vivibili e funzionali agli abitanti.
Il progetto di riqualificazione della Vela "B" ha posto particolare attenzione al tema dell'accessibilità e del comfort ambientale, non intendendo l'accessibilità nella limitativa interpretazione normativa dell'abbattimento delle barriere architettoniche materiali e fisiche, ma con un approccio progettuale più ampio, teso ad eliminare il forte senso di disorientamento che colpisce il visitatore - e quindi anche l'utente - quando si avvicina a questa particolare tipologia di megastrutture edilizie.
Importante, in tal senso, il recupero sulle facciate della cromia che caratterizzava le vele presenti sull'area - giallo, verde, azzurro e rosso - sui parapetti esterni dei quattro bracci della Vela "B", conservandone da un lato la memoria, dall'altro dando un preciso riferimento di colore al singolo e specifico braccio - B1, B2, B3 e B4 - con una immediata identificazione dello stesso. In questo modo sia i nuovi residenti che i loro ospiti si orienteranno in maniera semplice ed intuitiva nelle percorrenze dedicate.
Le soluzioni impiantistiche di progetto si caratterizzano per l'adozione di sistemi ad alta flessibilità, data la provvisorietà della destinazione residenziale dell'edificio, che sarà riconvertita a funzione pubblica, con molta probabilità la nuova sede della Città Metropolitana di Napoli.
In tal senso, importante scelta tecnica del progetto è stata l'eliminazione della fornitura di gas all'intero fabbricato e, di conseguenza, alle singole unità immobiliari, sostituendo, per le cucine, la predisposizione per una piastra cottura a induzione e un impianto autonomo per unità di condizionamento aria calda/fredda con caldaia a condensazione, che provvede anche alla produzione di acqua calda sanitaria.

 

 

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