Quell’attenzione in più

È stata abbattuta lo scorso 27 aprile la torre dell'acquedotto di BrianzAcque di Vimercate (MB). Una demolizione effettuata tramite esplosivo dalla Nitrex Explosive Engineering srl che, per la frantumazione delle strutture abbattute, ha scelto la pinza idraulica per calcestruzzo CC 1600 U di Epiroc


Abbiamo imparato a conoscerle perché per decenni hanno caratterizzato lo skyline di tanti paesi e paesini, nonché città italiane. Sono le torri piezometriche, meglio conosciute come torri degli acquedotti, ossia delle disconnessioni idrauliche sollevate da terra da tralicci in calcestruzzo armato o in ferro che vengono riempite d'acqua grazie a una pompa posta alla loro base finalizzata a garantire la fornitura idrica a un determinato bacino d'utenza. Oggigiorno la maggior parte risulta ormai inutilizzata ed è surclassata da sistemi di pompaggio più moderni ed efficienti, tanto che un po' ovunque è in corso il loro abbattimento.

Nel territorio brianzolo, dopo la demolizione dei serbatoi pensili di Seveso, Barlassina, Bovisio Masciago e Varedo, l'ultimo a cadere è stato quello di Vimercate, lo scorso 27 aprile, abbattuto tramite esplosivo dall'azienda bresciana Nitrex Explosives Engineering srl che, per la frantumazione a terra delle strutture, ha scelto la pinza idraulica per calcestruzzo CC 1600 U di Epiroc.

Come ci spiega Florin Pasca, capocantiere Nitrex srl: "Dismessa dagli anni Sessanta, la torre dell'acquedotto di Vimercate era alta 32 metri e poggiava su una struttura portante costituita da 6 pilastri in cemento armato. Non essendo più allacciata all'acquedotto pubblico e mostrando tutti i segni dell'usura del tempo, BrianzAcque ha deciso di demolirla - continua Pasca - vista poi la sua particolare ubicazione, posta nella parte periferica dell'abitato e al confine con campi agricoli, è stato possibile abbatterla tramite esplosivo, una tecnica di demolizione che ben si presta allo scopo in quanto presenta numerosi vantaggi: è più sicura, più economica e ovviamente rapida di una demolizione meccanica, sia a livello di esecuzione che di successivo sgombero dell'area, con conseguente impatto minimo sul territorio e sulla popolazione circostante".

La Nitrex, azienda specializzata nel fornire servizi nel campo dell'ingegneria degli esplosivi con oltre 30 anni di esperienza alle spalle, ha coordinato la demolizione con la polizia locale, la questura e la prefettura, concordando in via precauzionale l'evacuazione di un'ora di alcune famiglie che abitavano nei fabbricati posti nel raggio di 70 m dalla torre.

Come sottolinea Pasca: "pur non sussistendo un pericolo reale, anzi fisico per quelle abitazioni, abbiamo preferito evitare la possibilità di inconvenienti dovuti ad un fattore più che altro psicologico legato ad un abbattimento del genere. Pur trattandosi per noi di un lavoro di routine, come ogni demolizione però, anche se effettuata tramite l'impiego di esplosivo, l'abbiamo affrontata con la perizia del caso e facendo ricorso alla scienza delle costruzioni: conoscere la struttura e i difetti della struttura riesce a fare la differenza. Ad esempio, la torre dell'acquedotto di Vimercate presentava alcuni difetti strutturali dovuti ad economie in fase di costruzione ed all'azione del tempo, con calcestruzzo indebolito e ferri d'armatura ossidati: il suo abbattimento andava affrontato, dunque, con una certa cura e una certa attenzione, prendendo le dovute precauzioni. Un aspetto molto importante, in questa e in tutte le demolizioni che affrontiamo - sottolinea sempre Pasca - è quello relativo al monitoraggio dell'impatto ambientale in termini di vibrazioni e di onde di sovrapressione in aria.

Noi le misuriamo entrambe, ad esempio per le vibrazioni abbiamo collocato 5 sismografi vicino agli edifici più prossimi alla torre, uno anche accanto alla cabina Enel che si trovava a soli 4 m dall'oggetto della demolizione, e poi le confrontiamo con quelle che dà la normativa, tali da garantire al 100% la non insorgenza di danni. Riuscendo ad assicurare la conformità con questi valori di sicurezza, ci tuteliamo nel caso di richieste di danno, che devo dire fortunatamente non sono mai emerse, visto che una volta individuata la tipologia di strutture alla quale fare riferimento, noi preferiamo adottare valori limite di vibrazioni e sovrapressioni in aria molto più bassi rispetto a quelli previsti dalla normativa. Ovviamente attraverso il monitoraggio, abbiamo una prova strumentale del rispetto di questa normativa. È la nostra garanzia, a garanzia del cliente e del rispetto delle persone che abitano nelle vicinanze. Quella del monitoraggio è un'attività molto importante e noi non la trascuriamo mai, è la nostra attenzione in più, sempre e in ogni contesto".

Nel caso di Vimercate, la torre è stata demolita in soli 7 secondi: la miccia alla pentrite è stata inserita in tutti e 6 i pilastri che sono stati fasciati con delle reti speciali in grado di consentire il contenimento integrale del lancio di frammenti.

Come specifica Pasca: "fatto salvo quello che è il prodotto della frantumazione in caduta non sono stati proiettati sassi, si potrebbe banalizzare dicendo che abbiamo fatto un po' di rumore, un po' di polvere e creato un certo spostamento d'aria. Una volta che la struttura si è accasciata a terra - conclude - si è proceduto alla frantumazione meccanica in loco tramite pinza idraulica Epiroc CC 1600 U, una pinza eccezionale che ci ha consentito nel giro di un giorno e mezzo di completare la frantumazione della struttura, a pezzatura da frantoio secondario quindi creando frammenti delle dimensioni di una ventina di cm, ed enucleando agevolmente il ferro dal calcestruzzo, per un totale di circa 150 mc di macerie".

La pinza per calcestruzzo CC 1600 di Epiroc può essere declinata in tre modelli, identificati da tre lettere che ne riassumono le caratteristiche peculiari: la U (Universal) sta ad indicare che monta ganasce universali, la P (Pulverizer) monta ganasce da polverizzatore e la S (Steel) ganasce per tagliare l'acciaio.

Come ci spiega Claudio Cossu, Sales Area Manager di Epiroc: "il confine fra queste tre versioni è molto labile, tanto da essere anche il punto di forza di queste pinze, una sorta di specializzazione e duttilità insieme. Nel caso dell'attrezzatura fornita a Nitrex abbiamo scelto una CC 1600 U, una pinza idraulica di 1600 kg di peso adatta per escavatori dalle 13 alle 23 ton, proprio perché doveva essere montata su un escavatore da 13 ton, nello specifico un CAT 313 Next Gen. La ganascia U è larga 330 mm e monta una doppia fila di denti, dimostrando una propensione per la demolizione primaria di cls fortemente armato. In più - prosegue Cossu - tutti e tre i modelli U, P, S risultano particolarmente produttivi: essendo pinze con configurazione a doppio cilindro sono molto forti, riescono a trasferire molto bene la forza di taglio sul materiale oltre che essere velocissime: grazie alla speed valve che permette di velocizzare l'estensione o la ritrazione dei cilindri, parliamo di un ciclo di apertura/chiusura di 1,3 secondi. Soprattutto mi preme sottolineare che - evidenzia sempre Cossu - nelle pinze a doppio cilindro la forza di taglio si trasferisce in modo più efficace perché le due ganasce vengono azionate in modo indipendente dai rispettivi cilindri e non si crea una componente trasversale di forza resistente che invece si crea nelle pinze mono cilindriche, questa componente che tende a far flettere il braccio dell'escavatore, da un lato crea problemi all'escavatore stesso perché crea uno stress meccanico e alla lunga, oltre a creare usure e danni, va ridurre la forza di taglio stessa; inoltre, dall'apertura massima alla chiusura totale una pinza a doppio cilindro mantiene inalterata tutta la forza di serraggio, quando invece una pinza mono cilindrica arriva a perdere addirittura il 30/40% di energia".

Prodotte nello stabilimento ex Krupp di Essen, in Germania, le pinze Epiroc sono costruite con materiali di primissima qualità e come sottolinea Cossu: "oltre a sfruttare il know how storico dell'azienda, Epiroc lavora sulle alte pressioni di esercizio, la CC 1600 U lavora a 350 bar come pressione idraulica di alimentazione del circuito di apertura e chiusura, quindi le forze che si sviluppano sono forze importanti, stiamo parlando di 197 ton nella parte più interna delle lame come forza massima di taglio e 57 ton sulle punte delle ganasce, cosa che, se messa in relazione ai tempi di apertura e chiusura, garantisce ottime prestazioni".

Ottime prestazioni che assicurano dunque quell'attenzione in più nell'esecuzione del lavoro e che nel caso della Torre dell'Acqua di Vimercate consentono di rendere disponibili spazi di territorio da ripensare in chiave di riqualificazione e di rigenerazione urbana.



Pinze idrauliche Epiroc
La gamma delle pinze idrauliche Epiroc declinate nelle tre versioni U, P e S parte dalla CC 1600 con un peso di esercizio di 1600 kg e arriva alla CC 3700 da 4300 kg. Poi la gamma prosegue per le sole versioni U e S con la CC 5000 fino ad arrivare alla CC 7000, una pinza con un peso di servizio di 7100 kg. Epiroc copre, dunque, una gamma di applicabilità sul mezzo portante che va dalle 13 ton fino alle 85 ton.


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