Scavando tra i rifiuti: materiali da demolizione e reinterri (una strada non percorribile)

Gli scarti di cantiere e residui di demolizione dell'edilizia sono sospesi tra la normativa sui rifiuti e quella dei sottoprodotti. Le ricadute di ordine economico e gestionale non sono di poco conto per gli operatori del settore. La soluzione passa attraverso la possibilità di godere della nozione di sottoprodotto ricomprendendovi i materiali da demolizione, escludendo, di conseguenza, che si sia, invece, in presenza di rifiuti. La nozione di sottoprodotto trova il suo ingresso normativo1 a livello comunitario con la Direttiva 98/2008/CE sui rifiuti, recepita poi in Italia nel d.lgs. 152 del 2006 (di seguito anche Codice dell'Ambiente, Testo Unico Ambientale o TUA), per opera del d.lgs. 205 del 2010, all'art. 184 - bis, il quale conferma i quattro requisiti introdotti a livello comunitario, consistenti sinteticamente ne: l'origine da un processo di produzione; riutilizzazione certa in un altro processo produttivo; riutilizzabilità senza alcun trattamento diverso dalla normale pratica industriale; legalità dell'ulteriore utilizzo. Le predette condizioni sono da considerarsi esaustive e cumulative, tali per cui, solo la compresenza contestuale delle stesse è idonea a far sorgere la qualifica di sottoprodotto. Quanto ai singoli requisiti richiesti, relativamente al primo, per valutare se un materiale è un sottoprodotto è necessario indagare se il soggetto ha scelto deliberatamente di produrlo o meno in quella linea di produzione che, invece, deve essere preordinata alla produzione di un bene diverso. In caso di risposta negativa si riterrà sussistente tale prima condizione - ai fini, appunto, della qualificazione del sottoprodotto come tale e non anche come ulteriore prodotto risultato dalla linea di produzione. Con riguardo alla condizione di cui alla lettera b), il riutilizzo del materiale deve essere certo ed obiettivo. Infatti la prova della destinazione al riuso - nello stesso, o in un successivo processo di produzione/utilizzazione, da parte del produttore o di terzi - deve essere obiettiva, univoca e completa, non potendosi tener conto solo delle affermazioni o delle intenzioni dell'interessato.

 

 

Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 48 del n. 1/2016 di Recycling...continua a leggere

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