Una best practice per il SIN di Crotone

Syndial (Eni) ha sottoscritto lo scorso mese di marzo un'Intesa per la Legalità, ovvero un accordo per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone, in cui sono in corso le istruttorie per il "Progetto operativo di bonifica fase 1", relativo alle aree di protezione spondale delle discariche fronte mare propedeutiche alla "fase 2" di rimozione e rifiuti risanamento delle aree oggetto di bonifica

Una Intesa per la Legalità, ovvero un accordo per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone. È una best practice che Syndial, società di Eni dedicata ai servizi ambientali, ha già sottoscritto in altri territori interessati da appalti milionari, sempre congiuntamente alle istituzioni locali. A Crotone l'intesa è stata sottoscritta nel marzo scorso, nella sede della Prefettura di Crotone, dal Prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, dall'Amministratore delegato di Syndial, Vincenzo Maria Larocca, dall'Assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Antonella Rizzo, dal Sindaco di Crotone Ugo Pugliese e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali locali e da Confindustria, Confapi, Ance e dalla Camera di Commercio di Crotone.
La sottoscrizione dell'Intesa afferma il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nel settore degli appalti interessati allo svolgimento dei lavori di bonifica che Syndial sta attuando nelle ex aree industriali e rappresenta il momento conclusivo di un iter che ha visto coinvolti la Prefettura, le forze dell'ordine, Syndial e gli enti locali, al fine di individuare lo strumento più idoneo per prevenire eventuali intromissioni della criminalità organizzata nelle attività di risanamento ambientale e rendere corretta e trasparente ogni attività e insediamento delle imprese. 
L'accordo prevede un sistema di controlli anti-mafia molto capillari su appalti e subappalti e un monitoraggio continuo dei cantieri attraverso l'attività del Gruppo Interforze, che coinvolge tutte le forze dell'ordine con il coordinamento della Prefettura di Crotone e la costituzione di un "tavolo permanente" per assicurare un costante confronto e un monitoraggio congiunto.
Eni è nel sito di Crotone dal 1990, quando, per la scelta politica di impegnare l'allora Ente di Stato nel salvataggio di realtà industriali in crisi, molti siti ad alta criticità ambientale gli furono trasferiti ex lege. Nel SIN di Crotone Syndial è proprietaria di circa 70 ettari, che corrispondono allo stabilimento ex Pertusola, la cui acquisizione da parte di Eni è avvenuta nel 1990, e agli stabilimenti ex Agricoltura ed ex Fosfotec, confluiti in Eni nel 1992 da Montedison.
Eni Syndial, estranea all'attività industriale che ha determinato lo stato del sito, non appena è cessata l'attività dello stabilimento ex Pertusola nel 1999, ha avviato le attività di messa in sicurezza e di progettazione degli interventi di bonifica delle aree, comprese le discariche fronte mare ex Pertusola ed ex Fosfotec esterne al sito. Dal 2001 al 2008 Syndial ha sospeso le attività poiché il sito è passato in gestione commissariale.
Negli anni successivi e fino a fine 2017, Syndial ha sostenuto costi per bonifica e demolizioni - quest'ultime già completate - per circa 124 mlne e prevede di spendere ulteriori 285 mlne per ultimare gli interventi di bonifica di falda, suoli e discariche fronte mare, dei quali circa 82 mlne saranno impiegati per il trattamento delle acque di falda nei prossimi 15 anni. Le attività di bonifica della falda sono state avviate nel 2004, mediante una barriera idraulica che oggi opera con complessivi 54 pozzi e un sistema di emungimento che invia le acque di falda all'impianto regionale consortile: nel solo anno 2017 sono state emunte e inviate a trattamento più di 770 mila mc.
Attualmente sono in corso le istruttorie per il "Progetto operativo di bonifica fase 1", relativo alle opere di protezione a mare delle discariche fronte mare, che sono propedeutiche alle attività per la loro rimozione e quindi della "fase 2", che prevede la rimozione completa delle due discariche con destino dei terreni contaminati in impianti di trattamento e smaltimento esterni al sito, oltre agli altri interventi di risanamento necessari per completare la bonifica di tutte le aree di pertinenza Syndial. Nello specifico per il PoB fase 1, esaminate di concerto con gli Enti le varie tipologie di opere marittime possibili, Syndial ha portato avanti la progettazione che contempla una serie di barriere foranee emerse e due pennelli trasversali di raccordo, garantendo così la migliore protezione del litorale antistante. Tali opere di barrieramento foraneo, una volta concluse le attività di bonifica delle discariche fronte mare (PoB fase 2 in istruttoria), saranno rimodulate in scogliere sommerse, contribuendo alla stabilizzazione del profilo litoraneo emergente dal completamento delle fasi di bonifica. Inoltre, a seguito della Conferenza di servizi istruttoria del 22 marzo 2018 e tenuto conto delle integrazioni e indicazioni già condivise, Syndial si è impegnata a presentare le integrazioni al Progetto entro 90 giorni e contestualmente ad avviare il procedimento di VIA. L'obiettivo, come indicato dal Ministero in sede di CdS, è quello di istruire e ottenere con lo stesso procedimento tutte le autorizzazioni, di competenza degli Enti territoriali, necessarie alla esecuzione del Progetto. In tale ambito è stato altresì stabilito che il Decreto ministeriale di approvazione del PoB fase1 sarà emesso soltanto dopo il completamento del procedimento di VIA.
Per il Progetto Operativo di Bonifica (PoB) fase 2 è in corso la disamina presso la Commissione prefettizia che, ai sensi dell.art. 126-bis del D.Lgs. 230/95, rilascerà, acquisiti i pareri degli Enti e dell'ISPRA, il nulla osta al progetto che proseguirà poi l'iter istruttorio in Conferenza di Servizi, sempre secondo la normativa vigente.
L'approccio proposto e condiviso per il PoB fase 1 e PoB fase 2 permette all'Ente la definizione in tempi certi dei procedimenti autorizzativi con la suddivisione in fasi per consentire la più rapida valutazione e approvazione del progetto di bonifica attraverso l'emanazione dei relativi Decreti.

 

 

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