Trattamento dei metalli per il riciclo

Vediamo le diverse fasi di lavorazione

Il processo di riciclo dei metalli prevede più fasi di lavorazione che adottano tecnologie diverse.
Le principali fasi di lavorazione si possono considerare comuni alla maggior parte dei processi di recupero dei diversi metalli, in particolare per quelli di maggiore interesse per quantità e valore. Fanno parte di questi, tra i dieci gruppi previsti da direttive della CE, sicuramente quello del rame e relative leghe, l'Alluminio, Ferroleghe. La loro lavorazione nelle prime fasi, che precedono i trattamenti metallurgici termici e chimici di recupero vero e proprio di metallo secondario, sono rappresentate nel grafico riportato nella pagina.
La grande varietà dimensionale, di forma, di presenza di corpi e frazioni estranee ai metalli principali contenuti nei rottami impone fin dalle prime fasi del processo di riciclo tecnologie flessibili in grado di adeguarsi efficientemente alle diverse esigenze, anche facendo riferimento ai metalli quantitativamente più interessanti.
Le diverse tecnologie sono basate comunque su trattamenti meccanici per la riduzione volumetrica e la separazione primaria dei diversi componenti, integrati da applicazioni per il riconoscimento e la separazione di corpi estranei,frazioni diverse, inquinanti. Sono applicazioni tecnologiche come sistemi gravitazionali, eddy current, vagli, separatori magnetici ecc. sempre più diffuse sia per il crescente interesse del legislatore verso l'economia circolare, sia per il maggior valore economico dei rottami trattati e dei sempre maggiori costi degli smaltimenti a rifiuto.
Più recentemente per l'Italia, la legge sulla ‘Green Economy', approvata lo scorso 22 dicembre prevede che l'acquisto di prodotti realizzati tramite pratiche di recupero e riciclo dei materiali dovrebbero ricevere delle formule di agevolazione ed incentivo.
Più in generale l'interesse e la validità dei processi di recupero e riciclo di metalli arriva ad applicazioni che", vanno ben oltre il trattamento di rottame primario, tipicamente proveniente da lavorazioni industriali, e secondario post-uso. Significativo in tal senso sono i prodotti residui degli inceneritori, le cosiddette "ceneri".
La crescita crescente negli ultimi anni del costo di smaltimento in discarica ha reso sempre più interessante dal punto di vista economico il recupero delle scorie. I trattamenti più applicati vanno dal semplice recupero dei metalli in esse contenuti al riutilizzo del materiale inerte nei fondi stradali o come additivo nella produzione di cemento o di materiale da costruzione.
L'utilizzo di queste ceneri pesanti è condizionato dalla presenza di metalli pesanti al loro interno, Ia cui rimozione porta ad un doppio beneficio, cioè di estrarre metalli vendibili ed al contempo evitare i costi del conferimento in discarica.
Il materiale inerte ottenuto dal trattamento delle scorie può essere utilizzato come materia prima per la preparazione della farina cruda alimentata al forno dei cementifici solo previa rimozione dei metalli ferrosi e non ferrosi. Con questi recuperi si fabbricano materiali ceramici, fibre vetrose, materiale da riempimento, pavimentazioni stradali.
Per avere un'idea del valore economico si deve considerare che mediamente le scorie contengono circa il 7-15% di metalli ferrosi e l'1-2% di non ferrosi. In particolare i metalli non ferrosi sono composti per la maggior parte da alluminio (più del 60%) con una percentuale minore di altri metalli pregiati come l'ottone e il rame.
Il trattamento per la separazione del metallo dall'inerte può essere fatto meccanicamente attraverso la frantumazione delle scorie e la separazione successiva dall'inerte. Una tecnologia particolarmente flessibile, basata su una macchina per la disgregazione a catena adattabile a tipologie diverse di materiali da trattare, è fornita dalla Shelling srl (Robassomero - TO).
L'impianto di disgregazione a catena utilizza con alta efficienza l'energia impiegata, sfruttando l'energia cinetica contenuta nei corpi da disgregare che vengono colpiti dalle catene ruotanti ad alta velocità, grazie anche all'effetto dell'urto dei materiali sulle pareti del disgregatore stesso, ma soprattutto dell'urto reciproco tra gli stessi materiali.
Presso la Intexo srl è installato un impianto MAC (potenza installata 200 kW) che tratta rottami di diversa natura con grande flessibilità nel passaggio da un metallo all'altro.

Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 59 del n. 3/2016 di Recycling...continua a leggere

Share