General Smontaggi è protagonista della demolizione dell'edificio MiCo Nord, un intervento complesso e altamente specializzato, che segna l'avvio della trasformazione dell'ex padiglione fieristico in un edificio polifunzionale che ospiterà il Centro di Produzione Rai e che sorgerà nelle immediate vicinanze di CityLife
C'è un angolo di Milano dove il futuro ha preso il posto della memoria, senza cancellarla; uno scenario in cui, tra architetture firmate da archistar internazionali, grattacieli scintillanti, parchi pubblici e residenze sostenibili, sta prendendo forma una nuova visione urbana, che unisce estetica, innovazione e qualità della vita. Fino ai primi anni Duemila, proprio in quest'area, sorgeva la storica Fiera Campionaria inaugurata nel 1923 e divenuta cuore pulsante dell'economia italiana del dopoguerra, un luogo simbolo di progresso, teatro di scambi internazionali e innovazione, che per decenni ha accolto nei suoi padiglioni i sogni industriali e commerciali di un Paese in crescita.
Con il l trasferimento della Fiera a Rho, nell'immediata cintura del Nord Ovest milanese lo spazio è stato occupato da CityLife, uno dei quartieri più iconici e all'avanguardia della città.
È in questo contesto che prende forma un nuovo progetto strategico che punta a inserirsi in questo ambito urbano in continua trasformazione.
Con la demolizione dell'ala Nord del centro congressi MiCo di Fondazione Fiera Milano, affidata a General Smontaggi si è dato il via al processo per la nascita del nuovo centro di produzione RAI. Un intervento, tecnico e simbolico insieme, che accompagna la città nel suo continuo processo di mutazione e ammodernamento.
L'intervento di demolizione
L'area di intervento si estende su circa 10.000 metri quadrati e comprende, oltre al corpo principale MiCo Nord, anche due volumi minori: la centrale termica-impianti e una porzione edilizia lungo via Accademia. I lavori sono iniziati ufficialmente a gennaio 2025 e si concluderanno entro metà ottobre.
La prima parte dell'intervento ha riguardato tutte le operazioni propedeutiche alla demolizione strutturale, a partire dallo strip-out interno con la rimozione degli impianti, delle finiture e degli elementi non portanti. Subito dopo si è proceduto con una serie di campionamenti ambientali mirati, per verificare l'eventuale presenza di materiali contenenti amianto. Le analisi hanno restituito riscontri positivi in più punti, imponendo l'avvio di bonifiche certificate, realizzate in aree confinate e secondo le rigide prescrizioni dell'ATS (Agenzia di Tutela della Salute). Queste attività, affidate ad una ditta specializzata, hanno richiesto lunghe tempistiche e hanno coinvolto anche volumi secondari come la centrale termica e un corpo edilizio che affaccia su via Accademia.
Solo al termine delle bonifiche è stato possibile procedere con le prime operazioni di smontaggio e alleggerimento strutturale,
a partire dalla rimozione degli avancorpi in carpenteria metallica: due strutture di facciata, una sul piazzale e una sul fronte via Accademia, compresa la rampa di accesso al primo piano. Qui si è fatto ricorso a tecniche di taglio a caldo, movimentazioni con autogru, sezionamenti puntuali e l'impiego di escavatori con pinze e cesoie. È stato in questa fase che si è operata anche la separazione fisica tra MiCo Nord e l'adiacente MiCo Sud, precedentemente collegati da passerelle sospese.
A questo punto è iniziata la fase di demolizione strutturale vera e propria, secondo un approccio top-down, quindi dall'alto verso il basso, che consente di operare in modo più controllato, limitando vibrazioni, distacchi improvvisi di materiale e propagazione di polveri. A guidare l'intervento di demolizione una logica compartimentale. In pratica, l'edificio non viene demolito tutto insieme ma viene suddiviso in porzioni che vengono affrontate una alla volta, in questo modo ogni compartimento viene isolato, messo in sicurezza e poi demolito secondo una sequenza ben definita. Una strategia resa necessaria anche dalla natura costruttiva dell'edificio, caratterizzato da una struttura a telaio, composta da pilastri e travi in acciaio, con tamponamenti in calcestruzzo e cartongesso. La presenza di materiali misti e di un'intelaiatura metallica, particolarmente sensibile a sollecitazioni dinamiche, ha reso fondamentale un approccio modulare e progressivo.
È bene tenere conto che operare in un contesto così densamente urbanizzato come CityLife e gli spazi congressuali del MiCo, comporta sfide tecniche e logistiche di grande rilievo. Il cantiere di demolizione si sviluppa infatti all'interno di un quartiere vivo, attraversato ogni giorno da residenti, lavoratori e visitatori, e confinante con le strutture congressuali della Fiera in piena attività. Proprio per questo, ogni fase dell'intervento è stata pianificata con la massima attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità con un occhio di particolare riguardo nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle immediate vicinanze del cantiere: dalla protezione delle alberature, all'installazione di barriere acustiche, teli antipolvere e pannelli di protezione ad alta schermatura, pensati per isolare visivamente e fisicamente il cantiere, riducendo al minimo l'impatto sull'ambiente circostante.
Inoltre, sulle caditoie è stato posato del tessuto non tessuto per impedire l'ingresso di sedimenti nel sistema fognario, mentre è stato installato un impianto lavaruote dei mezzi per evitare il trascinamento di sedimenti sulle strade. La componente acustica, invece, è costantemente monitorata con fonometri ambientali, e i rilievi finora effettuati indicano livelli sonori contenuti tra i 60 e i 70 decibel, quindi ben al di sotto dei limiti previsti.
I lavori, dunque, vengono svolti secondo una logica di demolizione controllata per evitare disturbi e garantire il rispetto di tutte le normative.
Una sfida nella sfida, che conferma la capacità di General Smontaggi di operare, anche nei contesti urbani più sensibili, con precisione, discrezione e profondo rispetto del territorio.
All'interno del piazzale è stata poi allestita un'area dedicata alla futura campagna di frantumazione. I materiali derivanti dalla demolizione, calcestruzzo e ferro, verranno in parte trattati in loco e in parte smistati e trasportati in centri autorizzati per il recupero, nel rispetto delle buone pratiche ambientali e dei protocolli di sostenibilità richiesti.
"Essere stati scelti per un intervento così complesso, in una delle zone più prestigiose di Milano, è per noi motivo di orgoglio e una dimostrazione di fiducia nelle competenze acquisite da General Smontaggi in anni di attività sul territorio", spiega Alberto Canciani, ingegnere e tecnico di cantiere, che segue operativamente i lavori. La professionalità del team e l'efficienza nella gestione di fasi critiche come le bonifiche e le demolizioni controllate sono state determinanti per il buon andamento dell'intervento.
Dove per oltre ottant'anni ha pulsato l'anima fieristica milanese, sorgerà un polo tecnologico, mediatico e produttivo: il nuovo Centro
di Produzione Rai, una struttura moderna e sostenibile, che raccoglierà sotto un unico tetto tutte le attività milanesi dell'emittente pubblica.
L'intervento di General Smontaggi non è solo una grande opera di demolizione, ma un atto di trasformazione urbana consapevole, in cui esperienza tecnica, gestione ambientale e precisione operativa diventano strumenti di rigenerazione. Perché demolire, in fondo, non significa distruggere, significa preparare il terreno per qualcosa di più grande.