Andare oltre le parole

Cemento e plastica al servizio dell’economia circolare. Ne abbiamo parlato con Marco Turri, General Manager di Geocycle Italia, consociata di Holcim Italia, e Andrea Campelli, Direttore Relazioni Esterne di COREPLA, Consorzio Nazionale per la Raccolta e Riciclo e Recupero degli Imballaggi in Plastica

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Cemento e plastica, non vi sono materiali più diversi: per composizione, per utilizzo e per resistenza; eppure cemento e plastica, e non è un ossimoro, concorrono insieme ad operare nell'ottica dell'economia circolare.Quando si parla di economia circolare, di sostenibilità, di green, di riciclo, di riciclo virtuoso, di riuso, occorre prestare sempre molta attenzione e, al di là dei termini usati e spesso abusati, bisogna andare oltre le parole, ed entrare nei fatti. Per farlo noi abbiamo scelto due interlocutori di tutto riguardo: Marco Turri, General Manager di Geocycle Italia, consociata di Holcim Italia, e Andrea Campelli, Direttore Relazioni Esterne di COREPLA, Consorzio Nazionale per la Raccolta e Riciclo e Recupero degli Imballaggi in Plastica.Facciamo un passo indietro però, parlare di economia circolare nella produzione di cemento è importante, estremamente importante, in quanto si è al cospetto di un'attività che richiede un consumo elevato di risorse, nonché di energia. Holcim, da anni, è impegnata non solo in una gestione il più possibile sostenibile delle risorse, ma anche in una massimizzazione dell'efficienza dei processi, tanto da investire costantemente in interventi volti proprio a chiudere il ciclo di vita dei materiali.

Sul mercato italiano Holcim Italia ottimizza il suo processo produttivo anche grazie al supporto della consociata Geocycle (Italia) che da oltre 30 anni si occupa della gestione responsabile e sostenibile dei rifiuti, oltre che della loro valorizzazione.

Come ci spiega Marco Turri: "La nostra piattaforma di Tradate, in provincia di Varese, gestisce scarti industriali assicurandone il completo recupero nelle cementerie Holcim. Grazie al co-processing, nella cementeria di Ternate, forniamo soluzioni sostenibili alla gestione dei rifiuti locali, mentre per i rifiuti non gestibili nei nostri impianti italiani le soluzioni sono offerte dal network globale di Geocycle e Holcim. All'interno del Gruppo possiamo gestire rifiuti provenienti da diversi settori, quali ad esempio: chimica e farmaceutica, automotive, raffinazione di idrocarburi, produzione di gomma, plastica e carta e da quattro anni anche construction&demolition waste. In particolare, a livello di rifiuti liquidi gestiamo solventi, acque solventate, oli esausti, emulsioni oleose. A livello di biomasse gestiamo fanghi essiccati da depurazione acque, legno e segature impregnate. A livello di rifiuti minerali: terre contaminate, rifiuti da C&D, rifiuti contenenti ferro, silice, alluminio, calcio; oltre che CSS e pneumatici fuori uso".
Proprio sul CSS, ottenuto dalla plastica, vogliamo porre oggi l'attenzione, sempre ricordando che Geocycle scende in campo a valle del possibile recupero di un rifiuto, anzi gestisce proprio la parte dei rifiuti che non può essere riutilizzata.

Come sottolinea Andrea Campelli: "il Consorzio COREPLA, società privata con finalità di interesse pubblico che si occupa, nell'ambito del sistema CONAI, di raccogliere e avviare al riciclo gli imballaggi in plastica, si occupa anche di avviare al recupero energetico quegli imballaggi per i quali non esiste possibilità di riciclo o potrebbe esistere solamente a costi non sostenibili a causa della mancanza di tecnologie appropriate o di rese del materiale troppo basse. Alcuni imballaggi, per esempio costituiti da più polimeri intrinsecamente legati fra loro, risultano strutturalmente più complessi e quindi più difficili da riciclare. Ad oggi - prosegue Campelli - sono due i flussi di rifiuti di imballaggi in plastica recuperati sotto forma di energia, che contribuiscono entrambi al raggiungimento degli obiettivi di legge evitando l'avvio in discarica: il PLASMIX, ossia la quota di imballaggi in plastica presente nella raccolta differenziata urbana, ottenuta a valle del processo di selezione, ma non ancora valorizzabile con il riciclo meccanico, e la quota di imballaggi in plastica presente nel rifiuto indifferenziato".

Considerando il forte potere calorifero, il PLASMIX può essere utilizzato per produrre energia, per esempio nei cementifici e il cementificio Holcim di Ternate già da diversi anni sfrutta gli scarti che arrivano dal mondo del recupero delle plastiche.

Come evidenzia Turri: "E' un cementificio che oggi sta cercando di abbandonare i combustibili tradizionali, i combustibili fossili, il petcoke e per fare questo abbiamo scelto di investire e di creare un percorso virtuoso per utilizzare sempre più tutti quei materiali che possono essere valorizzati nel nostro processo. Uno di questi è il combustibile solido secondario, il CSS. Potersi avvalere di un combustibile alternativo non è cosa da poco specie in periodi in cui l'approvvigionamento energetico diventa difficoltoso. Anzi - prosegue Turri - negli ultimi anni c'è stata un'accelerazione, perlomeno per quello che vedo io dal lato del cementificio, nell'utilizzo di questi materiali, nel recupero di questi scarti e anche nel contributo che noi possiamo dare all'economia circolare. È chiaro che ci è voluto tempo e ancora non siamo arrivati, quindi manca ancora l'ultimo miglio come lo definiamo noi, ossia quella parte che poi ci permetterà di recuperare veramente tutto quello che abbiamo a disposizione e ci permetterà di smettere, ad esempio, di cercare soluzioni alternative al recupero o al riciclo".

Ecco dunque che cemento e plastica concorrono insieme alla realizzazione della vera economia circolare. Economia circolare che funziona se tutti gli anelli della catena lavorano insieme; la catena però è lunga ed è composta da tanti anelli in cui ognuno deve fare la propria parte.

Come conclude Campelli: "COREPLA è un consorzio privato con finalità pubblica, se ci pensiamo anche noi cittadini siamo chiamati a fare un'attività privata che ha una finalità pubblica, ossia quella di conferire correttamente e di riciclare attraverso la raccolta differenziata urbana i rifiuti. Il cittadino non è per niente sgravato da oneri, anzi è responsabilizzato ed è un anello fondamentale di questa catena". D'altronde non possiamo parlare di sostenibilità senza ricordarci la definizione di sviluppo sostenibile, ossia "un modello di sviluppo in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura".

Parole importanti dalle molteplici implicazioni, parole stesse che invitano ad andare oltre alle parole e a mettere in pratica tutte quelle azioni volte raggiungimento esattamente di quello scopo. Così come stanno dimostrando Geocycle e COREPLA, cemento e plastica insieme per l'economia circolare.

 

 


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