Imballaggi in legno: nel 2025 il riciclo sfiora il 70%
Nel 2025 la filiera italiana del riciclo degli imballaggi in legno consolida il proprio ruolo di eccellenza nell’economia circolare, raggiungendo un tasso di riciclo del 69,86%, in crescita di due punti percentuali rispetto all’anno precedente e ben al di sopra degli obiettivi fissati dall’Unione Europea (30% al 2030).
Nel corso dell’anno, l’immesso al consumo ha superato i 3,5 milioni di tonnellate (+3,7%), trainato in particolare dalla diffusione dei pallet rigenerati, a conferma della crescente attenzione del settore verso modelli di riutilizzo e circolarità.
Parallelamente anche i volumi di legno avviato a recupero sono cresciuti raggiungendo quasi 1,8 milioni di tonnellate, con un incremento delle attività soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud Italia. Complessivamente, il sistema ha gestito oltre 98.000 trasporti, sostenendo una rete sempre più capillare che oggi conta 412 piattaforme di raccolta su tutto il territorio nazionale, 15 impianti di riciclo e 1.904 consorziati.
Determinante il contributo della rigenerazione: nel 2025 sono state recuperate oltre un milione di tonnellate di pallet, equivalenti a più di 70 milioni di unità reimmesse sul mercato, riducendo significativamente il consumo di nuove risorse.
Questi i risultati che emergono dal Rapporto 2026 di Rilegno, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di legno, presentati ieri alla Triennale di Milano nel corso del convegno “Il valore del legno”, un momento di confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico e protagonisti del design per raccontare il ruolo centrale della filiera del legno nel modello di economia circolare.
“Il nostro Consorzio continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama italiano e internazionale del recupero e del riciclo: grazie alla collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadini, riusciamo a restituire nuova vita al legno, contribuendo in modo concreto alla riduzione delle emissioni di CO₂, al contenimento dell’uso di materie prime vergini e alla diffusione di un modello di sviluppo più responsabile”, ha dichiarato Nicola Semeraro, Presidente di Rilegno.
“I numeri del 2025 confermano il valore strategico della gestione del riutilizzo e del fine vita del legno, con effetti positivi tangibili sia sul piano ambientale sia su quello economico. In un contesto globale caratterizzato da crescente pressione sulle risorse e da mercati del legno in continua evoluzione, un sistema efficiente di riciclo rappresenta una garanzia di disponibilità e continuità. Ogni anno, infatti, grandi quantità di legno vengono recuperate e trasformate in nuove risorse a beneficio dell’industria e della collettività”.
“Rilegno svolge un ruolo che è al tempo stesso un privilegio e una responsabilità: prendersi cura di un materiale unico, generato dalla natura. La nostra missione è rigenerarlo in modo intelligente e rispettoso, valorizzandone ogni potenzialità e riducendo al minimo gli sprechi. Questo approccio ci permette di operare con un impatto rispettoso dell’ambiente, contribuendo attivamente a ridurre le emissioni che incidono sui cambiamenti climatici”, ha concluso Semeraro.






