Il riciclo nelle politiche europee
Se è vero che il “Circular Economy Act” impatterà profondamente e trasversalmente sul mondo del riciclo europeo e nazionale, è altrettanto evidente che il novero delle politiche comunitarie afferenti all’economia circolare, in discussione o adottate di recente, non si esaurisce con tale Legge.
In particolare, i principali sviluppi legislativi più recenti afferiscono a:
• L’aggiornamento della Direttiva Quadro sui Rifiuti (Direttiva 2008/98/CE e s.m.i.);
• L’istituzione del Sistema Digitale di Spedizione dei Rifiuti (DIWASS, dall’inglese “Digital Waste Shipment System”);
• La Proposta di Regolamento con l’elenco di prodotti, componenti e flussi di rifiuti considerati aventi un potenziale rilevante di recupero di CRM;
• Il “Piano di lavoro 2025-2030 per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e l’etichettatura energetica”;
• “Un piano d’azione europeo per la siderurgia e la metallurgia”.
Verso la digitalizzazione delle spedizioni di rifiuti
Nell’ambito delle iniziative varate lo scorso 2 luglio 2025 dalla Commissione Europea, per promuovere l’economia circolare, rientra la digitalizzazione delle procedure di spedizione dei rifiuti, uno degli obiettivi principali del Regolamento (UE) 2024/1157 sulle Spedizioni di Rifiuti, adottato nell’aprile 2024. All’oggi, infatti, le movimentazioni di rifiuti nell’Unione si basano su procedure cartacee, che assorbono tempo, risultano talvolta incoerenti e rallentano gli sforzi di riciclaggio. Per i rifiuti notificati, sono richieste una notifica e un’autorizzazione preventive scritte prima del trasporto tra Paesi, con una documentazione dettagliata sulle caratteristiche dei rifiuti, sulle modalità di trasporto e sulle garanzie, come ad esempio l’assicurazione e la conformità normativa. Per i rifiuti in “Lista Verde”, non occorre generalmente un’autorizzazione preventiva, dati i minori rischi ambientali. Tuttavia, i rifiuti contaminati ivi inclusi possono richiedere la notifica se implicano rischi aggiuntivi.
Da qui, lo sviluppo di un Sistema Digitale di Spedizione dei Rifiuti (DIWASS), finalizzato a semplificare le spedizioni di rifiuti tra Stati membri, con la garanzia che i rifiuti vengano riciclati nei migliori impianti europei. La Commissione punta a rafforzare i mercati delle MPS e sostenere la transizione verso la competitività dell’economia circolare, migliorando la tracciabilità e risolvendo le spedizioni illegali di rifiuti.
Il DIWASS, in particolare, dovrà fungere da sistema centrale, con accesso diretto sia per le Autorità competenti sia per gli operatori economici che oggi sono privi di strumenti digitali. Parimenti, DIWASS dovrà diventare un hub centrale, che permetta lo scambio sicuro di informazioni e documenti tra i sistemi locali gestiti dalle Autorità dei diversi Paesi e i software commerciali delle imprese.
A partire dal 21 maggio 2026, l’impiego di DIWASS sarà obbligatorio per tutte le spedizioni di rifiuti intraeuropee, coprendo sia le spedizioni di rifiuti notificate, per semplificare e accelerarne l’iter autorizzativo, sia le spedizioni di rifiuti in “Lista Verde”, al fine di potenziare il monitoraggio da parte delle Autorità e degli organismi di controllo competenti.
Parallelamente, è stata svolta una consultazione pubblica relativa all’armonizzazione della classificazione dei rifiuti in “Lista Verde”, per facilitarne la movimentazione tra Stati membri.
Il Regolamento sulle spedizioni di rifiuti prevede, infatti, la possibilità che la Commissione individui – tramite atti delegati – flussi ad hoc di rifiuti che dovrebbero rientrare nella “Lista Verde” per le spedizioni, così da favorirne il recupero tra Paesi. Tale consultazione è stata finalizzata a raccogliere informazioni da parte degli stakeholders, per la predisposizione di tali atti. L’iniziativa di inserimento nella “Lista Verde” di determinati rifiuti, da individuare, per le spedizioni a fini di recupero tra Stati membri va, così, ad integrare il nuovo Regolamento sulle spedizioni in coerenza con gli indirizzi del futuro “Circular Economy Act”.
I prodotti con potenziale di recuperodi materie prime critiche
In attuazione dell’Art. 26 del Regolamento (UE) 2024/152 sull’Approvvigionamento sicuro e sostenibile delle CRM, la Commissione Europea ha presentato una proposta di Regolamento contenente l’elenco europeo dei prodotti, delle componenti e dei flussi di rifiuti che presentano un potenziale rilevante di recupe-ro di CRM. Rientrano in questo elenco diversi prodotti, componenti e flussi di rifiuti1, a cui gli Stati membri dovranno fare riferimento ai fini della implementazione dei rispettivi programmi nazionali, ai sensi dell’Art. 26 del Regolamento (UE) 2024/152.
In tale ambito di intervento, rientrano la promozione della prevenzione dei rifiuti e l’incremento del riutilizzo e della riparazione di prodotti e componenti con un potenziale di recupero di CRM; l’aumento della raccolta, della cernita e del trattamento di rifiuti ad alto potenziale di recupero di CRM (inclusi gli scarti metallici), così come la garanzia di introduzione nel sistema di un riciclaggio appropriato, così da massimizzare la disponibilità e la qualità del materiale riciclabile.
Nel novero delle misure, si rinvengono poi l’aumento dell’impiego di CRM secondarie, anche mediante misure che tengano conto del contenuto riciclato nei criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici o incentivi economici per l’uso di CRM secondarie; il sostegno alle tecnologie di riciclaggio per il recupero delle CRM e la promozione della progettazione circolare e della sostituzione delle CRM nei prodotti e nelle applicazioni.
Siderurgia e Metallurgia: la Circolarità è uno dei pilastri
Il rafforzamento della circolarità costituisce un tassello fondamentale nella decarbonizzazione delle industrie metallurgiche, dal momento che il riciclaggio può assicurare risparmi, ad esempio del 95% e dell’80% dell’energia necessaria alla produzione di alluminio primario e acciaio, rispettivamente.
Lo scorso 19 marzo 2025, la Commissione Europea ha pubblicato la comunicazione contenente “Un piano d’azione europeo per la siderurgia e la metallurgia”2, al fine di supportare due settori chiave dell’economia europea. Tra i diversi pilastri su cui poggia il Piano rileva la promozione della circolarità dei metalli.
La Commissione sottolinea come i quantitativi di rottami utilizzati per il recupero di materia risultano in calo nell’Unione, a causa della mancanza di domanda da parte dell’industria – specialmente per l’acciaio – e dell’incremento del prezzo dei rottami pagato dai produttori di acciaio e alluminio in Paesi terzi, in seguito a distorsioni degli scambi. Da qui, la forte spinta all’export di rottami ferrosi.
Per invertire la rotta, occorre stimolarne la domanda nell’UE.
I rottami andrebbero meglio selezionati e trattati nell’ottica di assicurarne l’utilizzabilità in impieghi di qualità elevata, come in quelli dell’industria automobilistica.
In tal senso, sono necessari investimenti da parte sia dei riciclatori sia degli acquirenti, incentivi europei e nazionali e l’introduzione di requisiti di ecoprogettazione.
Tra le azioni per promuovere la circolarità dei metalli, la Commissione indica:
• Al più tardi entro il terzo trimestre 2025, considerare l’adozione di misure commerciali finalizzate a garantire la disponibilità di rottami, poiché un numero significativo di Stati esteri non permette l’export di rottami metallici verso l’Unione.
• Entro il quarto trimestre 2026, presentare uno studio di fattibilità sugli obblighi di contenuto riciclato per acciaio e alluminio, nell’ambito del Regolamento sui Veicoli Fuori Uso (VFU).
• Entro il quarto trimestre 2026, preparare l’introduzione di obblighi di contenuto riciclato per l’alluminio nei prodotti da costruzione pertinenti, all’interno del “Circular Economy Act”.
• Entro il quarto trimestre 2026, presentare la proposta relativa al “Circular Economy Act”, così da migliorare ulteriormente il funzionamento dei mercati delle MPS e da creare un mercato unico dei rifiuti. Permangono, infatti, ostacoli dovuti a sistemi di classificazione dei rifiuti non armonizzati. La libera circolazione dei rottami metallici, nel mercato unico, assicurerebbe il riciclaggio in impianti più efficienti e lo sfruttamento di economie di scala.
• Valutare l’adozione di requisiti di riciclabilità e/o contenuto minimo di riciclato per acciaio, alluminio e rame in prodotti specifici, nell’ambito del Regolamento Ecodesign.
Tratto da “L’Italia che Ricicla 2025” realizzato da “AssoAmbiente – Associazione Imprese Servizi Ambientali ed Economia Circolare ”, in collaborazione con “REF Ricerche“ e il patrocinio del “Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”, di “ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale” e “SNPA Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente”.
¹ Batterie; apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) come magneti permanenti, dischi rigidi, display, schede a circuito stampato, celle fotovoltaiche; turbine eoliche e infrastrutture correlate; veicoli a motore; mezzi di trasporto leggeri; infrastrutture energetiche e di telecomunicazione; digestato o compost da rifiuti organici raccolti separatamente; scorie, fanghi e ceneri, ovvero fanghi di depurazione derivanti dal trattamento delle acque reflue urbane, ceneri pesanti e volanti derivanti dal mono-incenerimento dei fanghi dal trattamento delle acque reflue urbane, ceneri pesanti derivanti dall’incenerimento dei rifiuti solidi urbani, ceneri pesanti derivanti dall’incenerimento di rifiuti commerciali o industriali; rifiuti da C&D, in particolare, leghe di alluminio e rame e cavi degli edifici.
² Fonte: “COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Un piano d’azione europeo per la siderurgia e la metallurgia”, Bruxelles, COM(2025) 125 final, 19.03.2025.






