Un potenziale da sfuttare

Tra digitalizzazione, nuove normative europee, tracciabilità dei flussi e dinamiche di mercato sempre più complesse, il comparto del recupero dei metalli si conferma un tassello chiave della transizione ecologica. Ne parla Laila Matta, Presidente di Assofermet Rottami
Un potenziale da sfuttare

C’è una materia prima che non si estrae dal sottosuolo, ma si recupera, si seleziona, si lavora e si reimmette nel ciclo produttivo. È il rottame metallico, una risorsa che per anni è rimasta ai margini del racconto industriale, pur essendo essenziale per la siderurgia, per la competitività manifatturiera e, oggi più che mai, per la sostenibilità ambientale. Dietro a questo mondo c’è una filiera capillare, tecnica e altamente specializzata, chiamata ogni giorno a coniugare efficienza operativa, qualità del materiale, rispetto delle norme e capacità di adattamento a un mercato in costante trasformazione. Un settore spesso poco visibile, ma centrale.

 

In questo contesto si inserisce il ruolo di Assofermet Rottami, che rappresenta le imprese del comparto e ne accompagna l’evoluzione sui fronti normativo, tecnologico e istituzionale.
Con Laila Matta, Presidente di Assofermet Rottami, abbiamo approfondito il contributo del settore alla transizione verde, le sfide poste dalla digitalizzazione e dalla burocrazia, ma anche le prospettive di un mercato che continua a muoversi tra opportunità e incertezze.

Come sta contribuendo concretamente Assofermet alla transizione verde del comparto industriale e quali strumenti o iniziative promuove per accompagnare le imprese
del settore verso modelli più sostenibili?
Assofermet rappresenta le aziende del riciclo che da sempre svolgono un ruolo fondamentale nel recupero dei rottami ferrosi e non, trasformandoli in una risorsa diventata sempre più strategica per l’industria siderurgica e per la circolarità e sostenibilità ambientale.
L’Associazione svolge un ruolo fondamentale in quanto è la voce delle aziende del riciclo sui tavoli istituzionali italiani ed europei. Infatti Assofermet fa parte dell’Associazione europea del riciclo (Recycling Europe).
Il suo ruolo è anche quello di supportare le aziende del riciclo nell’espletamento dei regolamenti sempre più stringenti e raccogliere le eventuali osservazioni critiche al fine di intervenire e migliorare/modificare, quando è possibile, tali regolamenti in modo da renderli più rispondenti alle esigenze delle aziende del riciclo.

 

C’è ancora un divario significativo tra la normativa e la realtà operativa delle imprese del recupero metalli? Come si potrebbe colmare?
Più che divario tra le normative e la realtà operativa credo si debba evidenziare il fatto che le normative spesso sono di difficile interpretazione e messa in atto in quanto devono coprire realtà operative spesso differenti nel caso italiano di provincia in provincia ma se si parla di normative europee anche tra paese e paese.
Si è parlato spesso della necessità di semplificare l’aspetto burocratico ma nella realtà sembra ancora difficile mettere in atto tale semplificazione e pertanto sarebbe utile intervenire sull’aspetto pratico delle normative e sulla formazione dei funzionari che dovrebbero quindi verificare che le normative entrate in vigore vengano correttamente applicate.
Spesso le diverse applicazioni sul campo delle normative nazionali, ma soprattutto europee, sono figlie di un apparato burocratico deficitario in organico e poco formato.

 

Quali strumenti o tecnologie stanno facendo la differenza nella tracciabilità e certificazione dei flussi di rottame?
La tracciabilità digitale dei rifiuti, essendo un adempimento obbligatorio introdotto dalla legislazione UE per i rifiuti pericolosi è stato recepito a livello nazionale tramite il sistema RENTRI, che è diventato nel 2025 uno strumento quotidianamente utilizzato dalle nostre Aziende Associate. Infatti, da febbraio 2025, con l’operatività del RENTRI, questi hanno garantito la tracciabilità dei rifiuti con il nuovo formato dei documenti ambientali, anche per i rifiuti non pericolosi. Utilizzando il nuovo sistema informatico RENTRI si è sostituito il vecchio sistema cartaceo dei registri di carico/scarico, che dal 2025 è traslato in formato digitale. Per quello che riguarda la tracciabilità dei trasporti di rifiuti pericolosi i formulari saranno obbligatoriamente digitali – il c.d. xFIR – da settembre di quest’anno, così come per i rifiuti non pericolosi che giungono da medio/grandi produttori.
Il RENTRI ha, pertanto, contribuito a far fare un cambio di passo per le Aziende, che comunque si sono trovate preparate a questa nuova sfida. Molte Aziende già utilizzavano dei sistemi gestionali che garantissero un sistema di rendicontazione e gestione interna dell’attività di recupero, ma il nuovo sistema RENTRI ha portato tutti gli impianti nell’era digitale.
Lo stesso lo vedremo nei prossimi mesi a livello di spedizioni transfrontaliere di rifiuti: infatti, a livello UE è in via di finalizzazione l’architettura della piattaforma digitale DIWASS che a maggio diverrà obbligatoria ai fini della tracciabilità digitale delle spedizioni intra ed extra UE dei rifiuti.

 

Quanto è importante oggi per le aziende del settore investire in digitalizzazione e processi di monitoraggio ambientale?
Molti impianti di recupero già da anni, ai fini di rendere l’attività più efficiente, si avvalgono di software gestionali che permettono di automatizzare e gestire in un’unica interfaccia molte delle attività amministrative, operative e di controllo ambientale legate alla produzione, raccolta, trasporto, trattamento, recupero e/o smaltimento dei rifiuti, così come la compilazione obbligatoria del MUD. L’avvento del RENTRI ha portato tutti gli impianti ad utilizzare obbligatoriamente la digitalizzazione. Certamente, il grado di digitalizzazione delle Aziende dipende da scelte interne, può rimanere a un livello di base, utilizzando il sistema di supporto della piattaforma RENTRI per adempiere ai propri obblighi oppure si può scegliere un sistema gestionale interoperabile con il RENTRI stesso.
E’ indubbio, che la digitalizzazione in ambito di tracciabilità di rifiuti è un processo dal quale non si torna indietro. Gli impianti di recupero dal 15 settembre chiuderanno il cerchio della digitalizzazione con l’utilizzo del FIR Digitale.

ASSOFERMET

ASSOFERMET è l’associazione nazionale di categoria dei settori di commercio, distribuzione e prelavorazione di acciai, rottami, metalli e ferramenta.
Nata nel 1948, l’associazione aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia.
Con oltre 430 imprese associate, ASSOFERMET è uno spazio di condivisione di conoscenza per lo scambio di informazioni esclusive e riservate: analisi di mercato, rilevazioni prezzi, approfondimenti di settore, rassegne stampa dedicate e molto altro. L’associazione dialoga costantemente con le istituzioni politiche: le attività di relazioni istituzionali consentono alle aziende associate di restare costantemente aggiornate sulla normativa rilevante e di vedere i propri interessi rappresentati nelle principali sedi legislative e di governo.

ASSOFERMET è attiva in 4 settori:

1 • Acciai: le attività di commercio, distribuzione e prelavorazione di prodotti siderurgici;
2 • Rottami: le imprese che raccolgono, recuperano, riciclano e commerciano rottami ferrosi;
3 • Metalli: le imprese che si occupano di commercio, distribuzione e prelavorazione dei metalli non ferrosi
e gli impianti di recupero, riciclo e commercio di rottami non ferrosi;
4 • Ferramenta: le ferramenta e le attività di distribuzione di articoli fai-da-te, all’ingrosso e al dettaglio.

 

Come si presenta il mercato dei rottami nel 2026?
Il 2025 è iniziato con una domanda debole e un’offerta limitata ma sufficiente, in linea anche con i mercati esteri. Dopo un lieve aumento dei prezzi tra febbraio e marzo, dovuto soprattutto alla scarsità di rottame di alta qualità, nei mesi di aprile e maggio si è registrato un calo, influenzato da difficoltà logistiche e dall’arrivo di rottame via mare, che ha ridotto la domanda interna.
Nel resto dell’anno il mercato è rimasto stabile, con un’offerta complessivamente adeguata ai bisogni delle acciaierie, ma condizionata da una bassa disponibilità di materiale di qualità e da un portafoglio ordini limitato.
Un elemento chiave del 2025 è stato il forte ricorso all’acquisto di semiprodotti (come billette e bramme) a prezzi vantaggiosi, favorito anche dagli alti costi energetici, che ha spinto le acciaierie italiane a concentrarsi più sulla laminazione che sulla produzione primaria. Parallelamente, sono continuate le importazioni di rottame via mare da Nord Europa e Nord America.
Nel corso dei primi due mesi del 2026 si è registrato un andamento della domanda caratterizzato da una discreta vivacità nei mesi di gennaio e febbraio, accompagnata da un incremento dei prezzi riconducibile alla solidità della richiesta di mercato. A partire dalla fine di febbraio, il contesto ha evidenziato una fase di sostanziale stabilizzazione, con prospettive per il mese di marzo meno favorevoli e contraddistinte da un elevato grado di incertezza. Tale evoluzione risulta imputabile, in particolare, alla persistente debolezza del comparto dei prodotti finiti, alla prolungata limitata disponibilità di rottami di qualità, nonché a un quadro geopolitico in mutamento che ha temporaneamente ridimensionato le aspettative di crescita della domanda. Questo scenario ha inoltre determinato un rinnovato incremento dei costi di produzione, con particolare riferimento ai rincari nei settori energetico, dei trasporti e dei servizi assicurativi.

 

Quanto è cresciuta la consapevolezza ambientale tra le aziende del recupero metalli negli ultimi anni e in che modo Assofermet intende continuare a essere un punto di riferimento per il settore?
Le aziende del riciclo hanno da sempre contribuito al recupero sul territorio nazionale di tutti i rifiuti ferrosi e non – la capillarità è la forza delle nostre aziende – trasformando tali rifiuti in risorse mediante la cernita, il taglio, la compattazione, la selezione e la consegna programmata alle varie acciaierie. Tale attività è messa in atto con investimenti, spesso sottovalutati, atti a migliorare la qualità delle risorse e la logistica, con grande attenzione per l’ambiente.
Assofermet, da sempre a fianco delle aziende di riciclo, continuerà a lavorare sui tavoli istituzionali al fine di tutelare il settore del riciclo e contribuire – tramite un’azione costante e costruttiva – all’ulteriore valorizzazione di tale settore e conferma del suo ruolo centrale nel processo di decarbonizzazione e sostenibilità ambientale.
Dalle parole di Laila Matta emerge con chiarezza come il comparto del recupero e riciclo dei metalli non sia più soltanto un segmento operativo della filiera industriale, ma un vero attore strategico della transizione ecologica. In un contesto segnato da nuove sfide normative, dall’evoluzione degli strumenti digitali e da un mercato sempre più complesso e interconnesso, le imprese del settore sono chiamate a coniugare efficienza, sostenibilità e capacità di adattamento.

In questo scenario, Assofermet si conferma un presidio fondamentale: non solo come rappresentanza istituzionale, ma anche come punto di riferimento tecnico e culturale per accompagnare le aziende in un percorso di crescita, innovazione e valorizzazione del proprio ruolo.