Ecocentrale Granada: tecnologia al servizio del recupero dei materiali
Completamente automatizzata e con una capacità nominale di 450.000 t/anno, l’Ecocentrale Granada di Alhendín (Granada), è uno degli impianti di punta nel riciclaggio dei rifiuti in Spagna. L’impianto è costituito da 4 linee che processano 30 tonnellate di rifiuti l’ora e dispone di 10 separatori automatici AUTOSORT di TOMRA Sorting Recycling
L’Ecocentrale Granada si trova nel comune di Alhendín, a 15 km dal capoluogo Granada, nel Sud della Spagna. è un complesso di 890.500 m2, formato da un impianto di trattamento meccanico biologico, un impianto di selezione imballaggi leggeri, un impianto di trattamento percolato e un impianto di raffinazione compost.
L’Ecocentrale Granada dà lavoro a circa 190 impiegati e tratta i rifiuti RSU di 144 comuni (812.000 abitanti), oltre agli imballaggi raccolti in maniera selettiva in tutta la provincia (923.000 abitanti). Nel 2015, il recupero di RSU è stato del 10,80%, equivalente a 38.525 tonnellate di materiale salvato dalla discarica. A questa quantità vanno aggiunte altre 5.670 tonnellate di imballaggi recuperati, con una resa di questo materiale del 72,5%. L’impianto possiede 4 linee di trattamento con capacità di processare 30 t/h. Le 4 linee sono accoppiate, in modo che l’impianto lavori in maniera simmetrica e simultaneamente con diversi tipi di materiale, cosa che aumenta la stabilità del prodotto in uscita e la versatilità del processo.
Le ultime migliorie portate a termine all’Ecocentrale Granada l’hanno resa un punto di riferimento a livello nazionale, un ottimo esempio di come l’automatizzazione dei processi e l’inclusione delle tecnologie di trattamento più avanzate siano determinanti nell’efficienza e nel miglioramento della gestione dei rifiuti. Tra le tecnologie introdotte figurano i macchinari di selezione a sensori AUTOSORT di TOMRA Sorting Recycling.
Maggior recupero e meno personale
Attualmente l’impianto dispone di 10 unità AUTOSORT: 4 nella selezione a caduta libera della frazione rotolante per due linee di processo, altre 4 nella selezione a caduta libera della frazione rotolante per le altre due linee di lavorazione e 2 impianti ottici per il ricircolo e l’estrazione di carta e cartone dallo scarto della frazione rotolante delle quattro linee.
Secondo quanto spiegato da Ricardo Alonso Pérez, Ingegnere del Servizio Ambientale di Granada: “Con l’introduzione degli AUTOSORT, il recupero di carta e cartone nella frazione rotolante è aumentato dello 0,8-1% sul totale di materiale conferito nello stabilimento. Al momento si recuperano, per ogni turno di lavoro da 7h20min, tra le 5 e le 8 tonnellate di carta e cartone di buona qualità”.
Relativamente al recupero di altro materiale, mediante il ricircolo della frazione rotolante, come il PET, il PE-HD, il cartone per le bibite (Brik), etc, come precisa Alonso: “Il vantaggio non incide tanto sull’aumento del materiale recuperato, quanto piuttosto sulla riduzione del personale addetto alla separazione sul flusso di rifiuti rotolanti nella cabina di controllo qualità, cosa che ha portato a poter prescindere da 3 operatori per turno, ricollocati in altre zone produttive dell’installazione, come la cabina di separazione primaria e secondaria”.
Il circuito di ricircolo nel flusso di rotolanti
Dopo due selezioni ottiche in caduta libera in cui si separano PET, PE-HD, plastica mista e Brik e dopo il passaggio nella cabina di controllo qualità, tutto lo scarto della frazione rotolante viene condotto a una selezione ottica di ricircolo (sempre in caduta libera), in cui si soffia, tramite un AUTOSORT largo 2.000 mm, tutto il materiale recuperabile restante in questo flusso (PET, PE-HD, Brik, alluminio, metalli ferrosi e carta/cartone). Da qui nascono due flussi:
• La frazione non sottoposta a getti d’aria compressa cade sul nastro di scarto generale dell’impianto, il quale passa per una piccola cabina di controllo in cui si recuperano oltre al cartone scappato alla selezione, i rotolanti difficili o non recuperabili tramite il separatore automatico (le bottiglie con liquido, le bottiglie piene d’aria che potevano rotolare sul nastro trasportatore e i materiali neri che non vengono individuati dal sensore di vicino infrarosso NIR). Questo flusso senza materiale recuperabile viene conferito in discarica tramite l’impianto di trasferimento.
• La frazione sottoposta a getti d’aria compressa passa per il secondo impianto AUTOSORT largo 1.000 mm, da cui nascono due nuovi flussi, una frazione sottoposta a getto d’aria di carta cartone, che passa per un controllo di qualità prima di essere immagazzinato in un bunker, e una frazione non sottoposta a getto d’aria compressa (riciclabili meno carta e cartone) che viene inviato un’altra volta alla sezione balistica per un nuovo passaggio per i separatori automatici in caduta libera.
Come sottolinea ancora Ricardo Alonso Pérez: “l’Ecocentrale Granada è un’installazione ibrida, preparata per processare sia RSU che imballaggi leggeri, il cui plus sta nel funzionamento del circuito di ricircolo durante la lavorazione dei rifiuti di imballaggi leggeri. In questo caso – prosegue – si sostituisce il materiale soffiato di carta cartone con quello della frazione Plastica Mista (o Mix), producendo da una parte un ricircolo di materiale recuperabile (soffiato dal primo selettore ottico di ricircolo e non soffiato nel secondo), mentre dall’altra si genera un nuovo punto di selezione della frazione Mix (materiale soffiato del primo selettore ottico di ricircolo e soffiato della frazione Mix nel secondo) dato che l’esistenza di carta/cartone nella frazione rotolante degli imballaggi leggeri è tanto piccola che si seleziona tramite separazione manuale nella cabina di controllo qualità ancor prima del passaggio nella caduta di ricircolo”.
I vantaggi della tecnologia a sensori
In merito ai vantaggi che l’installazione degli AUTOSORT di TOMRA ha portato al rendimento e al lavoro, Alonso ha evidenziato che: “i costi di manutenzione sono ridotti, oltre alla facilità di pulizia e funzionamento delle macchine. I vantaggi possono essere sintetizzati in: disponibilità dell’attrezzatura molto alta, rese di separazione elevate e stabili, versatilità per poter separare prodotti nuovi richiesti dal mercato, possibilità di cambiare i prodotti da selezionare o riconfigurare la selezione in caduta libera dei materiali, facilità di configurazione di diversi materiali in uno stesso selettore ottico nel caso del trattamento di distinti flussi (RSU, imballaggi leggeri) o svuotamento dello stabilimento dopo il turno di pulizia, configurando “non soffiare nulla” in tutti i separatori ottici, o per svuotare il circuito di ricircolo, configurando “non soffiare nulla” nel primo separatore ottico del circuito di ricircolo”.
Resta ancora margine per migliorare l’efficienza di Ecocentrale Granada con altre macchine all’avanguardia di TOMRA Sorting, dato che, secondo quanto afferma Ricardo Alonso: “Sono stati scoperti altri flussi con quantità di materiale recuperabile sufficiente per scegliere l’installazione di separatori automatici a sensori che sarebbero: il recupero di carta cartone e il ricircolo di materiale recuperabile nel flusso di materiale leggero; macchine per la pulizia della frazione organica prima che venga compostata, consistente nella selezione di materiale recuperabile (compresi metalli e materiale plastico) nella frazione granulometrica 50-80 mm per la sua successiva incorporazione nel flusso di selezione automatica di rotolanti nell’installazione già esistente, e il recupero di vetro nella raffinazione”.






