Grycle: verso il futuro del waste

Grycle: verso il futuro del waste

Grycle è una startup innovativa che ha la missione di renderci progressivamente capaci di riusare indefinitamente il 100% di ciò che consumiamo, su scala industriale e, in futuro, domestica. La mission è quella di ridurre drasticamente l’impatto ambientale del trattamento dei rifiuti, in modo energeticamente sostenibile

“Secondo il rapporto What a waste 2.0 di World Bank, ogni anno produciamo globalmente oltre due miliardi di tonnellate di rifiuti indifferenziati. La filiera per il trattamento, genera a sua volta svariati impatti negativi, in termini di costo, emissioni di CO2, traffico”. Così esordisce Daniele Pes, cofondatore di Grycle, startup Italiana che, dopo tre anni di ricerca e sviluppo, esce allo scoperto con un’invenzione che potrebbe rivoluzionare il modo in cui concepiamo i nostri rifiuti. “Ma il problema non riguarda solo l’impatto sull’ambiente e la nostra salute”, prosegue Pes, “i rifiuti sono i nostri scarti e gli scarti sono tali perché ce ne liberiamo. Se fossimo in grado di ritrasformarli completamente, non sprecheremmo più le materie prime che li compongono. Non sarebbero più scarti ma una miniera di risorse, che potremmo riutilizzare indefinitamente. È da questa considerazione che nasce il progetto Grycle”.

L’impatto ambientale è sempre più evidente e cresce la sensibilità verso il tema della sostenibilità, di pari passo con una consapevolezza generalizzata che deve ancora fare passi importanti. Il focus dei media si concentra in particolare sulle plastiche, complici anche le recenti novità sul piano normativo, con il Parlamento Europeo che lo scorso Marzo ha approvato in via definitiva una nuova legge che vieta l’uso di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati. Ma le plastiche, oltre a essere materiali riciclabili, costituiscono solo il 12% dei nostri scarti.
Il trattamento dei rifiuti su scala industriale avviene tramite linee di trattamento distinte in base alla tipologia dei semilavorati che, prima di essere trattati, sono separati manualmente e in modo semiautomatico. Le dimensioni delle tecnologie industriali comportano la necessità di muovere grandi quantità di rifiuti verso gli impianti e ciò contribuisce a incrementare l’impatto di un trattamento che, su scala globale, genera circa un quinto delle emissioni totali di CO2.
Il team Grycle ha sviluppato una tecnologia con cui ha dimostrato che si può cambiare radicalmente il modo in cui gestiamo i nostri rifiuti. “Grycle è una macchina che trasforma i rifiuti indifferenziati in granuli di materia prima, separati automaticamente e pronti per il riuso.

I rifiuti indifferenziati sono tritati insieme e i singoli granuli sono illuminati da piccole lampade. La luce che investe i frammenti viene recepita da spettroscopi industriali e queste letture consentono al software di riconoscere automaticamente la natura dei materiali che li compongono”, spiega Edoardo Carlucci, co-founder. “Grycle elimina la necessità di compiere la raccolta differenziata manualmente, riduce il volume dei rifiuti di oltre il 90% e li trasforma in materia prima seconda, riutilizzabile nei processi di trasformazione industriale. Il macchinario, che nella sua versione prototipale ha all’incirca le dimensioni di un elettrodomestico, è dotato di un modulo d’intelligenza artificiale che le consente di imparare progressivamente a riconoscere nuovi materiali. Finora ci siamo concentrati sulle plastiche, ma contiamo di integrare presto le tecnologie necessarie per i metalli e il vetro”.
Con l’obiettivo di finanziare la fase finale dello sviluppo sperimentale, Grycle dopo essere stata presentata al Consumer Electronics Show di Las Vegas, la più importante fiera globale dedicata all’innovazione tecnologica, ha aperto il proprio capitale e, coerentemente con la forte attitudine sociale dell’impatto della propria tecnologia, ha iniziato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe.

“La campagna condotta nel primo semestre”, ha dichiarato Stefania Iacono Pezzillo, l’economista del team, “ha dato al progetto una notevole popolarità su scala nazionale, raccogliendo intorno a sé un gran numero di nuovi soci. Il loro contributo speriamo ci permetta di rendere accessibile a tutti una tecnologia che ci permetterà di recuperare le materie prime dai rifiuti, riducendo il nostro impatto ambientale e assicurando la sostenibilità della nostra presenza sul pianeta”.