Tra innovazione e sfide del settore
Con tre impianti strategici situati uno in centro a Milano, non distante dalla Milano-Meda e dallo svincolo autostradale di Cormano, e due a Cornaredo, zona Ovest di Milano, a pochi chilometri dal polo Rho-Fiera quindi vicino ai vari ingressi autostradali Genova, Bologna, Torino, Venezia e Laghi, oltre che alla tangenziale Ovest di Milano, le tre società di Mega srl, holding guidata da Mauro Gaburri, confermano il Gruppo come vero protagonista del settore ambientale e in special modo del recupero e smaltimento rifiuti.
Una sinergia tripartita: identità e volumi
Il cuore dell’attività batte su tre fronti complementari.
Polirecuperi, prima nata (nel 1984) nonché realtà più strutturata del Gruppo, negli anni, ha ottenuto importanti certificazioni che attestano l’impegno nella qualità dei servizi offerti e nella tutela dell’ambiente, tra cui ISO 9001 (sistema di gestione per la qualità), ISO 14001 (sistema di gestione ambientale) ed EMAS (sistema di ecogestione e audit ambientale) per il suo sito di Cornaredo (MI). Non solo, nel 2024 ha pubblicato il primo Report di Sostenibilità secondo gli standard GRI dove si evidenzia l’impegno in tema di inclusione, formazione, valorizzazione dei giovani e delle donne, nonché attività sociali e sportive sul territorio. Nel 2025 ha ottenuto, inoltre, il rating di legalità ★★++ dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a garanzia di trasparenza e correttezza. Autorizzata a trattare fino a 100.000 tonnellate annue di rifiuti, Polirecuperi ne gestisce circa 60.000-70.000 provenienti da Milano, dal suo hinterland, dall’intera Lombardia e non solo.
Il Centro del Recupero, realtà acquisita a inizio anni 90, esattamente nel 1991, funge invece da hub logistico strategico all’interno di Milano, servendo capillarmente il settore edile e artigianale nelle aree B e C, grazie anche a un parco mezzi all’avanguardia nel rispetto delle leggi antinquinamento con mezzi EURO 6d monitorati da remoto. Come ha sottolineato Mauro Gaburri: “il Centro del Recupero è un vero e proprio centro di raccolta per le imprese edili, ma anche per i piccoli artigiani che operano in centro città e che possono scaricare velocemente i rifiuti e ritornare a servire in cantiere senza necessità di uscire dalla città, cosa che riduce anche di molto il traffico sulle arterie stradali milanesi, notoriamente congestionate”. Autorizzato a trattare 29.000 tonnellate all’anno di rifiuti in R12, presso il Centro del Recupero avviene il conferimento, la suddivisione, la cernita del materiale che poi viene inviato ad impianti esterni per il riciclaggio e il riutilizzo”. Centro del Recupero, anch’esso dotato di certificazioni ISO 9001 e 14001, ha di recente adottato un Modello Organizzativo di Gestione e Codice Etico, ricevendo un Rating di legalità ★★++ dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Infine, Gamma Recuperi, la più giovane società del Gruppo, nel 2025 ha celebrato il suo 25° anniversario e si appresta a integrare i sistemi ISO 9001 e 14001. Trattando circa 15.000 tonnellate annue di rifiuti si è saputa distinguere nella gestione e valorizzazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, nonché nella gestione e nel recupero di materiali complessi e a elevato impatto ambientale, tra cui RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), plastica e pneumatici fuori uso, operando principalmente nel territorio lombardo e nelle province di Novara, Varese, Como, Bergamo e Pavia.
Da sinistra: Paolo e Mauro Gaburri, insieme a Andrea Gandini
Metalli e RAEE: la nuova frontiera della raffinazione per Polirecuperi
Polirecuperi ha recentemente impresso un’accelerazione tecnologica nel comparto metallurgico. Grazie all’impianto di frantumazione installato nel 2024, l’azienda è oggi in grado di estrarre frazioni ad alto valore aggiunto come rame e alluminio con gradi di purezza elevati.
Come ha spiegato sempre Mauro Gaburri, CEO di Mega Srl holding: “l’obiettivo per il futuro prossimo è spingere ulteriormente la selezione per arrivare a prodotti ancora più raffinati e valorizzati. Parallelamente, l’azienda sta evolvendo nel settore dei RAEE professionali: oltre al trattamento standard, ci stiamo specializzando sui chiller industriali, intercettando una nicchia tecnica che richiede competenze specifiche per il recupero dei gas e dei componenti metallici pesanti, aprendoci così al settore delle grosse macchine industriali”.
Un hub al servizio della città: il raddoppio di Centro del Recupero
Milano si conferma una “fucina di cantieri”, spinta anche dall’indotto delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e dai costanti e futuri sviluppi urbanistici e di rigenerazione urbana. In questo contesto, il Centro del Recupero sta attuando un importante piano di espansione che prevede il raddoppio della superficie: l’area passerà dagli attuali 2.000 mq a 4.000 mq e un’ottimizzazione logistica visto che il progetto prevede il trasferimento della parte uffici, della pesa, oltre che una gestione dei flussi di bilici e autotreni più efficiente, consolidando la sua funzione di “hub a miglio zero” per la città.
La sfida del riciclo plastico e il nuovo impianto di Gamma Recuperi
Nonostante il mercato della plastica sia stato condizionato, e continui ad essere condizionato, dall’importazione di polimeri vergini a basso costo proveniente da Asia e India, il Gruppo non ferma gli investimenti. Come ha sottolineato Andrea Gandini, Responsabile Commerciale di Gamma Recuperi: “È attualmente in fase di autorizzazione un nuovo impianto di trattamento plastica che potenzierà la capacità di trasformazione di Gamma Recuperi. Si tratta di una vera e propria nuova linea di trattamento della plastica e precisamente del PEHD, polietilene ad alta densità. Il nuovo impianto, che verrà allocato in una struttura già dotata di pannelli fotovoltaici sul tetto, sarà destinato alla macinazione e lavaggio degli imballaggi pericolosi, che verranno ridotti in scaglia da avviare poi alla granulazione e alla produzione di nuovi prodotti”. Come specifica Gandini: “per imballaggi in plastica pericolosi si intendono tutti quei contenitori ex contenuto pericoloso, come ad esempio il flacone di Amuchina che, se nel circuito domestico rientra negli imballaggi non pericolosi, nel circuito industriale viene trattato come pericoloso. Questo nuovo impianto segnerà un po’ anche il futuro di Gamma Recuperi che si specializzerà sempre più sul trattamento della plastica: un business sempre più importante e sempre più da sviluppare. Non a caso – prosegue – sul fronte Ricerca & Sviluppo Gamma Recuperi sta affrontando tutti gli step necessari per arrivare alla rigenerazione di un nuovo polimero. In più, stiamo lavorando per colmare un «buco normativo» cruciale: il riutilizzo degli scarti plastici post-industriali per essere riutilizzati nel mercato alimentare, sia per un contatto diretto che indiretto con l’alimento”.
Guardando avanti, Gamma Recuperi sta investendo in Ricerca e Sviluppo anche per la gestione delle guaine bituminose. Si tratta di un rifiuto complesso, derivante dallo strip-out edilizio, composto da polimeri (PE/PP) e rinforzi in tessuto non tessuto di poliestere o fibra di vetro. L’idea è quella di separare queste componenti per sottrarle alla discarica, trasformandole in risorse per nuovi cicli produttivi. In più si sta specializzando anche nella raccolta dei cingoli in gomma provenienti dalle macchine movimento terra: grazie a degli accordi con impianti specializzati al trattamento, Gamma Recuperi funge da hub di raccolta per poi avviarli a recupero.
Con un impegno costante e concreto verso l’economia circolare, Polirecuperi, Centro del Recupero e Gamma Recuperi si confermano attori di primo piano nel settore, in grado di trasformare le criticità normative in opportunità di sviluppo tecnologico.






