Un jolly tutto verde tra i verdi boschi del Trentino
La grande versatilità ha reso il telescopico Merlo TF 50.8 TCS una macchina indispensabile per la Bettega Legnami srl di Imèr (TN), il cui cippato alimenta le centrali a biomassa di San Martino di Castrozza e Primiero. La segheria Bettega fornirà prefabbricati in legno anche per i terremotati di Amatrice
Tra i larici e gli abeti che incorniciano da sempre la maestosità delle Dolomiti, a pochi passi dal Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, è stata fondata più di cinquant’anni fa la Bettega Legnami srl. Il progressivo sviluppo del paese di Imèr in provincia di Trento, sede storica della segheria, ha imposto alla famiglia Bettega, un obbligato cambio di sede operativa. Impiantata da neanche un anno nella vicina Caoria di Canal San Bovo, su una superficie di 1500 metri quadrati, è proprio qua che abbiamo potuto vedere all’opera un sollevatore telescopico Merlo Turbofarmer 50.8 TCS, scelto dalla Bettega Legnami per coadiuvare le differenti operazioni che ne contraddistinguono l’attività.
Claudio Bettega, uno dei sei soci che hanno raccolto l’eredità del fondatore e nonno Giovanni Bettega ci spiega che: “Tutti i soci fanno parte della famiglia e sono impiegati in azienda, ognuno in un settore diverso in modo che tutti possano adoperarsi per mandare avanti la Bettega Legnami che oggi riesce a coniugare le potenzialità di una moderna segheria alle infinite possibilità di un centro taglio computerizzato di ultimissima concezione. Infatti – prosegue Bettega – utilizziamo non solo un sistema di taglio avanzatissimo che ci permette di tagliare il tronco sia nel suo procedere che nel retrocedere sui rulli, ma anche un software che, in base alla conformazione del tronco, quindi al diametro e alla lunghezza, e in base alle dimensioni che l’operatore imposta, lo taglia automaticamente in modo da ottimizzarne la resa”.
L’impianto di Caoria riesce a gestire tronchi dalla lunghezza massima di 10 m e dal diametro massimo di 1,25 m per una produzione che si aggira intorno ai 15/20 mila metri cubi annui. Ma la particolarità dei Bettega sta nel curare realmente ogni passaggio del legname. Come ci spiega ancora Claudio: “il 70% dei tronchi li acquistiamo in piedi dalle varie aste comunali, la restante parte dai privati, poi li diamo in subappalto ai boscaioli per il taglio e li trasportiamo a Caoria, dove facciamo la scortecciatura e le varie lavorazioni di segheria, trasformando il tronco in tavole e travature. Da qui – continua – trasportiamo i tronchi nella sede di Imèr, dove oltre agli uffici, alla logistica e al forno per l’essicazione, indispensabile per evitare l’eventuale formazione di muffe, abbiamo mantenuto il centro taglio che trasforma i travi grezzi lavorati a Caoria in tetti”.
Ecco quindi la filiera completa: dal tronco appena segato in bosco alla trave tagliata, lavorata e anche posta in opera, sottoforma di tegola, tetto o casa in legno chiavi in mano. Ma c’è di più: anche gli scarti di lavorazione, quali cippato e segatura, hanno una propria filiera visto che vanno ad alimentare le vicine centrali a biomassa di San Martino di Castrozza e di Primiero, nate più di dieci anni fa e in grado di dare energia elettrica a utenze private, alberghi, piccoli insediamenti artigianali e anche agli impianti di risalita della famosa skiarea San Martino di Castrozza-Passo Rolle che funzionano oggi con energia 100% green, quindi non consumando più combustibili fossili ma solo energia pulita prodotta in loco.
Proprio per movimentare cippato e segatura è stato scelto il Merlo TF 50.8 TCS, entrato a far parte della famiglia Bettega lo scorso settembre 2015 dopo essere stato testato sul campo e aver sbaragliato, in termini di prestazioni, una pala gommata di un noto costruttore.
Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 55 del n. 4/2016 di Recycling…continua a leggere






