Rifiuti da Pneumatici Fuori Uso (PFU)

Numeri, trend e prospettive del riciclo dei PFU: una fotografia aggiornata del settore
Rifiuti da Pneumatici Fuori Uso (PFU)

L’Associazione europea dei produttori di pneumatici e gomma (ETRMA) stima che nel 2024 l’ammontare complessivo di pneumatici usati generati in Europa (considerando i Paesi dell’UE a 27, il Regno Unito, la Norvegia e la Svizzera, con esclusione della Turchia) ha raggiunto circa 4,5 Mt. Gli pneumatici per autovetture, SUV e veicoli leggeri (PCLT) hanno mantenuto una quota preponderante pari al 64% del totale, seguiti dagli pneumatici per autocarri e autobus (TBR) con il 27%, mentre gli pneumatici speciali (per applicazioni agricole, industriali e off-road) rappresentano il restante 9%.
I volumi relativi agli pneumatici usati PCLT si sono allineati ai massimi storici registrati prima della pandemia da COVID-19. Per quanto riguarda gli pneumatici TBR, si evidenzia invece un lieve incremento rispetto ai volumi pre-pandemici, attribuibile all’aumento del traffico merci su gomma e alla maggiore durata in esercizio di questa tipologia di pneumatico.
La generazione di pneumatici usati deriva in larga parte, oltre il 90%, dalla normale sostituzione degli pneumatici durante il ciclo di vita del veicolo, mentre la quota resi­dua proviene dalla demolizione di veicoli a fine vita (ELV – End-of-Life Vehicles). Tuttavia, la progressiva riduzione dei tassi di rottamazione osservata negli ultimi anni, lega­ta sia all’aumento dell’età media del parco veicoli circolante sia a dinamiche di mercato post-pan­demiche, ha comportato una lieve contrazione del contributo degli ELV alla generazione complessiva di pneumatici usati.
Dei circa 4,5 Mt di pneumatici usati generati nel 2024, si stima che soltanto 600 kt siano state destinate al riutilizzo diretto (second hand) o alla ricostruzione (retreading), mentre le rimanenti 3,9 Mt sono classificate come Pneumatici Fuori Uso (ELT – End-of-Life Tyres), destinati prevalentemente a trattamenti di recupero di materia o energia, oppure avviati a sistemi di gestione dedicati secondo le normative vigenti nei diversi Stati membri.
Per quanto riguarda la gestione, secondo i più recenti dati ETRMA disponibili, nel 2021, (nell’UE28 più Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia), il 96% degli Pneumatici Fuori Uso è stato recuperato come materia o come energia. Tuttavia, solo il 50% circa degli PFU generati ogni anno nell’UE viene riciclato mentre la parte restante viene principalmente destinata a processi di recupero energetico.
Inoltre, l’imminente messa al bando UE degli intasi in gomma nei campi in erba sintetica, pari attualmente a circa il 37% delle applicazioni in gomma riciclata, rappresenta una minaccia per i mercati esistenti. Inoltre, l’assenza di criteri armonizzati a livello UE per la fine del ciclo di vita dei rifiuti (criteri “End of Waste”) crea barriere commerciali e l’esportazione di PFU non trattati verso Paesi con standard ambientali permissivi compromette gli sforzi di riciclaggio. A tal riguardo, nel mese di luglio 2025, le due associazioni europee EuRIC ed ETRMA hanno inviato un position paper congiunto alla Commissione Europea chiedendo criteri armonizzati di cessazione della qualifica di rifiuto per la gomma.

La filiera degli PFU in Italia
I produttori e gli importatori di pneumatici hanno l’obbligo di provvedere, singolarmente o in forma associata, e con periodicità almeno annuale, alla gestione di una quantità di Pneumatici Fuori Uso (PFU) equivalenti in peso agli pneumatici da loro immessi sul mercato nell’anno solare precedente e destinati alla vendita sul territorio nazionale.
Oggi sono presenti in Italia le seguenti forme associate di gestione degli PFU: ECOPNEUS, ECOTYRE, GES TYRE, GREEN POWER, GREENTIRE, PNEULIFE, PROFILE RECYCLING TYRE, TYRE COBAT, RE-TYRE.
Per quanto riguarda i Sistemi individuali oggi sono 48 in totale, di cui solo 17 con immesso al consumo superiore alle 200 t/anno (dati MASE aggiornati novembre 2024).

Immesso al consumo di pneumatici
I produttori e gli importatori di pneumatici hanno l’obbligo di comunicare ogni anno al MASE i dati relativi alle quantità e alle tipologie degli pneumatici immessi sul mercato del ricambio. Sulla base delle comunicazioni pervenute il MASE ha pubblicato i dati relativi al 2024, pari a 422 kt. Un valore in crescita del 5,8% rispetto al 2023 (399 kt) e costituisce il valore più elevato registrato rispetto all’ultimo quinquennio.

Il riciclo e il recupero energetico degli PFU
I produttori e gli importatori di pneumatici devono raccogliere e avviare a recupero ogni anno il 95% degli pneumatici immessi sul mercato nell’anno solare precedente1.
L’ISPRA, sulla base delle stime effettuate2, dichiara, nel 2023, una produzione di oltre 503 kt di rifiuti in Italia con codice EER 160103, tra i quali rientrano i PFU, in diminuzione del 5% rispetto alle oltre 530 kt registrate nel 2022. Per quanto riguarda il quadro della gestione, sulla base delle elaborazioni dei dati MUD, ISPRA calcola un quantitativo gestito nel 2023, pari a circa 499 kt cui si devono sommare circa 46 kt che invece vengono esportate.

➤ Pneumatici Fuori Uso prodotti in Italia, 2019-2023 (kt)
     2019  2020  2021  2022  2023
     499    461    492      530    503

Fonte: ISPRA

Complessivamente le quantità di PFU gestite nel 2023 sono in calo del 4% rispetto al 2022 (circa 520 kt). Nello stesso anno, l’87,6% del totale dei PFU gestiti3, pari a oltre 437 kt, è stato avviato a recupero di materia e solo il 3%, circa 15 kt, a recupero di energia. I restanti quantitativi sono stati avviati a smaltimento o sono rimasti in giacenza presso gli impianti per essere trattati l’anno successivo. Le circa 46 kt esportate all’estero, in netto calo (-45%) rispetto al 2022 (oltre 83 kt), vengono per il 52% (circa 24 kt) avviate a recupero di materia e per il 44,5% (oltre 20 kt) recuperate sotto forma di energia; per il 3,6% avviate ad operazioni di smaltimento. Per quanto riguarda le destinazioni dei rifiuti esportati, nel 2023 Turchia, India e Germania sono i paesi che ricevono i flussi più consistenti di PFU (rispettivamente oltre 21 kt, circa 12 kt e oltre 8 kt). I PFU esportati in Turchia e Germania vengono per la quasi totalità recuperati come energia in cementifici mentre in India è predominante il recupero di materia.

Il Consorzio ECOPNEUS: i risultati 2024
Secondo i dati contenuti nell’annuale Rapporto di sostenibilità4, nel 2024 il Consorzio Ecopneus ha raccolto 168.034 t di PFU in tutte le regioni italiane, superando del 10% il proprio target di raccolta stabilito dalla normativa.
Questa performance è stata raggiunta attraverso 45.067 richieste di prelievo evase presso 18.764 punti di generazione distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale, garantendo un servizio continuativo e puntuale agli operatori del mercato del ricambio. Oltre alla raccolta ordinaria, Ecopneus ha portato avanti anche interventi straordinari, come quelli realizzati nel quadro del Protocollo per la Terra dei Fuochi, in collaborazione con il MASE e le istituzioni locali, grazie al quale sono state svolte attività di raccolta straordinaria di 455 t di PFU nelle province di Napoli e Caserta, contribuendo al contrasto del fenomeno dell’abbandono illecito.
Nel solo 2024 il 47,8% dei PFU è stato recuperato come materia, generando gomma riciclata, acciaio e altri materiali riutilizzabili in vari settori produttivi; il restante 52,2% è stato avviato al recupero energetico, principalmente in cementifici, contribuendo così alla riduzione dell’uso di combustibili fossili convenzionali. Dall’avvio delle sue attività nel 2011, Ecopneus ha complessivamente gestito quasi 3 Mt di PFU, con oltre 272.000 t raccolte oltre gli obblighi di legge. Un impegno che testimonia una visione del proprio ruolo non limitata alla semplice compliance normativa, ma orientata alla costruzione di un sistema stabile, trasparente e al servizio dell’interesse collettivo.
La gomma riciclata prodotta dalla filiera Ecopneus trova impiego in numerose applicazioni: dalle pavimentazioni sportive ad alte prestazioni agli asfalti silenziosi e durevoli, dagli isolanti acustici per l’edilizia agli elementi di arredo urbano, fino alle innovative applicazioni sviluppate attraverso i materiali Tyreplast che combinano gomma riciclata e polimeri termoplastici. Le applicazioni per sport e playground rappresentano il 41,4% degli utilizzi, seguite dagli intasi per erba sintetica (22,3%) e dai manufatti per edilizia e industria (28,2%).
L’impiego negli asfalti modificati e nelle pavimentazioni stradali è in espansione, grazie all’entrata in vigore dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) lo scorso dicembre. Queste applicazioni non solo valorizzano un materiale riciclato, ma contribuiscono anche a migliorare a qualità delle infrastrutture pubbliche, con soluzioni più durevoli, silenziose e sostenibili. Ecopneus continua a investire in ricerca e sviluppo per aprire nuovi scenari di utilizzo e recupero dei materiali.

Il Consorzio ECOTYRE: i risultati 2024
EcoTyre opera da 14 anni nella gestione e nell’avvio al recupero dei PFU come il principale Consorzio del settore per numero di aderenti. L’organizzazione gestisce annualmente circa 50 milioni di kg di Pneumatici Fuori Uso, superando gli obiettivi previsti dalla normativa vigente. Dal suo avvio, EcoTyre ha complessivamente avviato a recupero circa 75 milioni di pneumatici, corrispondenti a oltre 585.000 tonnellate. Il Consorzio genera un valore economico di circa 20,5 milioni di euro.
Nel corso del 2024 sono stati eseguiti 16.316 ritiri, di cui 15.794 presso gommisti, 445 presso autodemolitori della rete ACI e 77 interventi di raccolta straordinaria.
Il Consorzio garantisce il ritiro gratuito capillare a 15.473 officine e gommisti distribuiti sull’intero territorio nazionale, con il 67% delle strutture classificate come piccole realtà (con ritiri medi inferiori a 300 PFU).
La raccolta viene effettuata raggiungendo anche le piccole isole e i comuni montani, secondo una logica di prossimità e sussidiarietà che consente di conferire i PFU presso l’impianto di trattamento più vicino, ottimizzando percorrenze, costi ed emissioni inquinanti. Continua l’implementazione di “PFU Zero”, il progetto dedicato alla raccolta straordinaria di PFU sul territorio nazionale. Nel 2024 sono stati realizzati 77 interventi su discariche abbandonate, con l’avvio a recupero di circa 470.000 kg di PFU. Infine, attraverso il progetto di Open Innovation “Da Gomma a Gomma”, EcoTyre ha contribuito allo sviluppo dei primi pneumatici contenenti nella mescola materiale proveniente da PFU riciclati e di altri prodotti in gomma.

Novità normative in Italia

CAM Strade
Il DM CAM Strade, entrato in vigore il 21/12/2024 prevede che le stazioni appaltanti debbano integrare requisiti tecnici obbligatori nella documentazione di gara relativa alla progettazione, costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali. Uno degli obiettivi del provvedimento è la costruzione e la manutenzione di strade sostenibili, più durature e con migliori prestazioni acustiche. Per l’affidamento dei lavori il decreto introduce criteri premianti quali l’adozione di sistemi di gestione ambientale, la valutazione dei rischi finanziari, l’impiego di materiale riciclato. I CAM Strade sono stati recentemente aggiornati con il DM MASE dell’11 settembre 2025, che ha introdotto alcune modifiche al DM n. 279/2024.
Le revisioni hanno riguardato diversi punti dell’Allegato 1: oltre alla correzione di alcuni refusi, sono stati integrati e precisati alcuni criteri tecnici. In particolare, si segnala la modifica al paragrafo “Circolarità dei prodotti da costruzione”, con la quale, per le pavimentazioni stradali, la soglia minima di circolarità dei prodotti da costruzione è stata ridotta dal 50% al 20%

Registro produttori e importatori pneumatici
Il MASE con il Decreto ministeriale n.144/24 ha istituito il Registro Produttori (RENAP) al quale devono iscriversi tutti i soggetti obbligati a aderire ad un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR). Il DM individua una serie di registri di filiera specifici per i vari prodotti soggetti a regimi EPR ed in particolare il Registro nazionale di produttori e importatori di pneumatici soggetti agli obblighi di gestione degli Pneumatici Fuori Uso, andando così a completare il quadro normativo relativo al sistema EPR per gli pneumatici già delineato dal DM 182/2019. Con DM n. 147/2024, che istituisce il Registro nazionale dei produttori e degli importatori di pneumatici, il MASE ha poi stabilito le regole per l’iscrizione obbligatoria al Registro per tutti i produttori e importatori di pneumatici (vendite a distanza comprese). I produttori e gli importatori di pneumatici hanno avuto tempo fino al 13 luglio 2025 per iscriversi al nuovo Registro. Entro il 5 agosto 2025 le forme associate e sistemi individuali di gestione dovevano comunicare le quantità gestite e quelle raccolte per area geografica nel 2024.

Criteri End of Waste
Il MASE il 6 febbraio 2025 ha pubblicato l’aggiornamento del cronoprogramma di attuazione della Strategia nazionale per l’Economia circolare relativamente alla programmazione della decretazione in materia di cessazione della qualifica di rifiuto. Il decreto prevede che, nel corso del 2025 verranno prioritariamente considerati alcuni Regolamenti End of WWaste, ed in particolare la revisione del Decreto Ministeriale 31 marzo 2020, n. 78 “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto della gomma vulcanizzata derivante da Pneumatici Fuori Uso”.

Tratto da “Il Riciclo in Italia 2025” realizzato dalla “Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile” con il patrocinio della “Commissione Europea“, del “Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica“, del “Ministero delle Imprese e del Made in Italy“ e di “ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale”.

Le sfide e le potenzialità del settore
Il settore della gestione degli Pneumatici Fuori Uso, anche grazie alla attuazione del sistema EPR, rappresenta un modello concreto di economia circolare. La gomma recuperata dai PFU trova già numerose applicazioni, la sfida del settore è pertanto incrementare il riciclo sostenendo il mercato con l’introduzione di quote minime di materiale riciclato in diverse applicazioni e promuovendo i processi innovativi di pirolisi e devulcanizzazione che permettono di riutilizzare la gomma nella produzione di nuovi pneumatici. Tuttavia, oggi il settore vive una fase di forte criticità sia sul fronte della raccolta che su quello del riciclo. Persistono infatti problemi di ritardi nel ritiro e accumuli dei PFU, abbandoni, evasione fiscale nel commercio online di pneumatici, discrepanze nei dati di raccolta e gestione, mancanza di tracciabilità nel sistema dei contributi ambientali. A queste problematiche si aggiungono il mercato nero degli pneumatici e la mancanza di incentivi alle pratiche di ricostruzione e riutilizzo, che contribuiscono a lasciare fuori dalla filiera quantità ancora rilevanti di pneumatici. Inoltre, il mercato della gomma riciclata ha risentito della restrizione UE sulle microplastiche (Regolamento (UE) 2023/2055), che mette al bando gli intasi granulari per campi in erba sintetica a partire dal 2031, un segmento che assorbiva molti granuli da PFU. Ciò sta accelerando la ricerca di sbocchi alternativi, incluse soluzioni di riciclo chimico, che permettono di recuperare materiali utili evitando di incrementare le prassi di recupero energetico che attualmente rappresentano, sia a livello nazionale che europeo, circa la metà dei quantitativi recuperati. Alla luce di quanto premesso, si evidenzia la necessità di interventi di supporto alla filiera, sia per migliorare la performance del sistema EPR e sanare le criticità sopra descritte sia per favorire nuove opportunità di riciclo nonché per promuovere, a monte, pratiche di ecodesign e prevenzione della produzione di rifiuti.